Mia nonna, Anna Gaspari, di 85 anni, racconta un'antica tradizione ortonese: un rito con il quale si scongiurava il temporale.
"Nel giorno della Candelora ( 2 febbraio)", ricorda nonna Anna, "mia mamma Antonietta riportava sempre dalla chiesa la candela benedetta della Candelora che poi metteva da parte. Noi abitavamo in una piccola casetta sul colle di Costantinopoli e avevamo una bella vista sul mare. Quando il cielo si scuriva e la "coda" di una nuvola nera scendava sul mare riucchiando l'acqua, mia madre ci chiamava (eravamo 5 figli: tre femmine e due maschi) per compiere il rito per scongiurare il temporale.Andavamo tutti sul colle e mia mamma accendeva la candela della Candelora e prendeva la falce per tagliare l'erba che dava alla primogenita, mia sorella Carmelina. La bambina stringeva nella mano la candela e nell'altra la falce che muoveva come se tagliasse l'erba, recitando la formula. Così la coda del temporale veniva tagliata, il mare si calmava e tornava il sereno".

