Ieri sera (mercoledì scorso) ho assistito al consiglio comunale di Ortona.
Due sono state le cose che mi sono balzate agli occhi e che riporto all'attenzione perche' le ritengo abbastanza importanti.
La prima riguarda le interrogazioni e le osservazioni che alcuni consiglieri hanno rivolto al sind. D'Ottavio.
Con mio sgomento ho sentito che il Sindaco diceva che avrebbe risposto a tutti ma in forma privata. Sig. sindaco mi permetta di farle osservare , con il dovuto rispetto che porto per la carica che lei ricopre, che le risposte non possono e non devono essere rese in forma privata ma in forma assolutamente pubblica perche' riguardano argomenti importanti per i cittadini Ortonesi e poi , mi scusi, sig. sindaco le interrogazioni sono pubbliche mica in lettera raccomandata.
La seconda riguarda un argomento importantissimo ed e' quello dell'Ospedale di Ortona.
Il consigliere dt Tucci ha detto che il nostro Ospedale non gode di ottima salute, ma questo lo sapevamo, e che nonostante qualche episodio positivo le ombre si annidano dense e non lasciano presagire nulla di buono, anzi . Il consigliere Coletti ha ripreso l'argomento ed ha sottolineato che effettivamente la situazione e' critica e che addirittura l'Ospedale di Atessa era considerato piu' importante del nostro. Comunque continuava, dicendo di confidare con il direttore generale Zavattaro che vedeva con occhio benevolo questa situazione. Faccio notare comunque che questo direttore e' un maertro dello stop and go e che con una mano sembra dare e con l'altra sembra toglierla.
Anche qui sig. sindaco mi permetto di rammentarle che lei durante la campagna elettorale ha sempre rassicurato la cittadinanza e si e' sempre dimostrato fiducioso sull'Ospedale se fosse stato insignito di questa carica. Bene ora che e' stato insignito , a furor di popolo, metta in evidenza i suoi assi nella manica che presumo pensava di avere quando faceva simili promesse. I cittadini confidano in lei e sono fiduciosi che lei manterra' le promesse fatte.
Ultima considerazione, consentitemela di farla.
Il clima in consiglio comunale era tranquillo, sereno, pacifico, insomma tutto andava bene ed il mare era calmo.
Mentre tornavo a casa riflettevo sul clima , invece, che si respirava in moltissime famiglie, ormai troppe, che era di disperazione per la perdita del lavoro, per la cassa integrazione, per la disoccupazione e d in particolare quella giovanile che ha raggiunto livelli di assoluto allarme sociale, per il futuro che si preannuncia ancora piu' fosco, per il buio del domani. Ecco il clima era dentro di calma piatta ma fuori c'era un mare forza otto , ecco , forse e' proprio questo il problema principale.
Amerigo Gizzi, dell'Arca

