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Immigrati clandestini a Ortona, sbarcati 3 ghanesi e 2 ivoriani

Trasferiti in un centro d'accoglienza, hanno chiesto asilo politico

Redazione
Cronaca
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Primo sbarco di migranti anche in Abruzzo, a Ortona, dove tre ghanesi e due ivoriani di età compresa tra i 26 e i 30 anni sono approdati a bordo del posatubi Crawler, un convoglio della Micoperi. Appena sbarcati a Ortona, accertate le loro condizioni, sono stati trasferiti in un centro d'accoglienza a Schiavi d'Abruzzo (Chieti).

I clandestini si sono nascosti in Costa d'Avorio, ad Abidjan, nella stiva della nave. In preda ai morsi della fame sono stati scoperti mentre girvano in cerca di cibo sulla nave. Il comandante ha prontamente segnalato la situazione alle autorità. La società armatrice ha anche avvisato che sarebbero arrivati tra il 28 agosto e il 5 settembre, perciò gli sbarchi erano attesi. I 5 uomini sono stati accolti dalla Capitaneria di Porto e dai Carabinieri, dove si era appena insediato il capitano Roberto Ragucci come comandante della compagnia. Poiché la dinamica degli eventi è subito risultata chiara, non ci sono indagini in corso.

I cinque migranti sono in buone condizioni di salute. Sono rimasti nascosti per circa una settimana, fino al 4 agosto, quando, in navigazione, finiti i viveri che avevano a disposizione, si sono fatti scoprire dall'equipaggio, che li ha nutriti e ha provveduto alle loro esigenze fino all'arrivo ad Ortona, ieri mattina. Scoperti i cinque clandestini, l'equipaggio del posatubi ha subito allertato le autorità italiane. Le attività sul posto sono state coordinate dalla locale Capitaneria di Porto, con il comandante in seconda Erminio di Nardo. Sono state allertate la Prefettura, la Questura e la Polizia di Frontiera, le cui funzioni sono svolte ad Ortona dai Carabinieri, che hanno preso in carico gli stranieri per le procedure di riconoscimento. Una volta in porto, i cinque sono stati sottoposti alla visita medica obbligatoria a bordo effettuata dagli addetti della Sanità marittima e, ottenuto il via libera da parte di tre medici, sono scesi a terra. Su disposizione della Prefettura sono stati accompagnati in un centro di accoglienza a Schiavi d'Abruzzo (Chieti). I cinque hanno chiesto l'asilo politico.

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