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LA TIGRE SULLA LINEA GUSTAV, 1943 - le battaglie dell' 8° divisione indiana dal fiume Sangro a Ortona di Saverio Malatesta

L'autore racconta il ruolo dell'esercito indiano nella seconda guerra mondiale in Abruzzo a Ortona e la battaglia contro i paracadutisti tedeschi nell'inferno di Villa Grande,dove si è poi recato per un battlefield tour

| di Paolo Di Deo
| Categoria: Attualità
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L’ apporto dato dall'esercito indiano nella seconda guerra mondiale in Abruzzo, mai raccontato prima in Italia, è stato illustrato da Saverio Malatesta lunedì 27 luglio a Ortona, nella splendida cornice di Torre Della Loggia .

Saverio Malatesta, già autore di “ Orsogna 1943 “ ,libro che racconta la presenza delle forze neozelandesi in Abruzzo, ha ora presentato il suo ultimo lavoro “ LA TIGRE SULLA LINEA GUSTAV, 1943 “ - le battaglie dell' 8^ divisione indiana dal fiume Sangro .

La presentazione è stata aperta da  Angela Arnone, Presidente dell'Associazione Crossroads, 

 ed è stata moderata dall'editore Gaetano Basti.

Nel corso della serata l’autore, Saverio Malatesta  ha illustrato i risultati della sua ricerca negli archivi , ma anche della sua raccolta di testimonianze dirette  sugli scenari delle battaglie ed è stata l’occasione per una ricostruzione delle sanguinose battaglie che infuriarono nel settore adriatico, nell'inverno 1943.

La puntuale ricostruzione storica è stata resa ancora più interessante con la proiezione di cartine esplicative sui movimenti sul campo delle truppe nelle diverse battaglie e delle foto dei protagonisti delle vicende raccontate .

L’autore ha evidenziato la lealtà, la determinazione, il coraggio, e lo spiccato senso dell'onore e del dovere dei soldati indiani.

Un’attenzione particolare è stata dedicata al racconto della battaglia che ha visto impegnati i soldati indiani, per superare la resistenza dei paracadutisti tedeschi a Villa Grande di Ortona.

Sono stati necessari ben sei giorni e la distruzione sistematica di numerosi fabbricati per prendere il controllo di questa contrada .

Il racconto di Tommaso Menna, che ha vissuto la collaborazione con i soldati indiani subito dopo la battaglia di Ortona, ha fatto rivivere il clima di quei tempi a Ortona.

Elmetti ed altri reperti rinvenuti nel territorio ortonese, nel corso del tempo,

sono presentati da Lamberto Mascitti presidente dell'Associazione History hunters

Martedì,  l’autore del libro è tornato a Villa Grande per  ripercorrere , con due componenti del direttivo del Circolo Sportivo Villa Grande ed alcuni residenti, le strade dove hanno combattuto i soldati indiani.

Malatesta ha ricostruito con precisione gli scenari della battaglia di Villa Grande  raccontati nel libro , individuando sul terreno i percorsi del carri armati,

 i fabbricati, le strade ed i ripari di fortuna dove 

gli indiani hanno combattuto, strappando, casa per casa, il controllo di Villa Grande ai tedeschi .

In una di queste case è ancora visibile una scritta " victory Norman Case " incisa da un soldato

subito dopo gli episodi narrati nel libro.

La passeggiata per Villa Grande è stata l’occasione per porre qualche domanda a Saverio Malatesta, per conoscerlo meglio :

- Com'è nata la passione per la storia storia militare e in particolare della campagna d'Italia ?

“ Fin da giovane sono sempre rimasto incuriosito dagli eventi bellici che si svolsero in Italia. Mio nonno era staffetta partigiana nelle Marche, un'altra regione come l'Abruzzo dove il passaggio della guerra è stato poco o per nulla raccontato nei libri della Campagna militare d'Italia. L'aura di mistero che a larghi tratti avvolge gli eventi bellici in questi territori è stata la scintilla che mi ha spinto a indagare sui protagonisti meno raccontati o spesso dimenticati dalla storiografia. “

 

Per approfondire alcuni aspetti dei temi affrontati nel libro:

- Nel libro si occupa di vicende non molto note alla maggioranza delle persone , quanto è stato determinate il ruolo degli indiani nella battaglia di Ortona?

“ Premesso che per battaglia di Ortona si intende la complessiva offensiva del V Corpo d'Armata britannico (1 Divisione canadese e 8^ Divisione indiana) dalla zona del Piano di Morrecine fino alla costa, il ruolo degli indiani fu decisivo nel consentire il graduale arretramento dei reparti tedeschi fino al fiume Arielli e nelle conquista canadese della cittadina. Sappiamo però che l'obiettivo finale più ambizioso, cioè Pescara e l'accerchiamento delle truppe tedesche non riuscì per l'abilità di quest'ultime e per alcuni errori dei generali alleati.

Complessivamente il contributo dell'8 Divisione indiana é stato determinante nell'infrangere le difese tedesche lungo la linea Gustav abruzzese. Il prezzo pagato fu molto salato: più di 4 mila perdite complessive in appena tre mesi di guerra. Nel libro sono citati numerosi episodi legati al coraggio dimostrato in battaglia dai soldati indiani che in pochi mesi di guerra ottenero centinaia di citazioni di merito per atti di valore."

 

- Perché ha utilizzato il termine "Tigre sulla linea Gustav" ?

“ La tigre è l'animale sacro indiano che rappresenta la forza. Non tutti sanno però che appena un anno dopo la fine della guerra l'ufficio storico militare indiano pubblicò un libro per celebrare le tre divisioni indiane che combatterono in Italia dal 1943 al 1945: la 4, l'8 e la 10 - The Tiger Triumphs ( I trionfi della tigre) ma che non è mai stato tradotto in Italia. Il titolo del mio libro è stato un omaggio a tale opera. “

- Nel libro si sofferma sulla " battaglia di Villa Grande " cosa successe a Villa Grande ?

“ La battaglia di Villa Grande non ha nulla da invidiare per efferatezza alla battaglia di Ortona. Uno dei battaglioni della 19 brigata indiana registrò in appena sette giorni di combattimento 266 perdite, praticamente la metà della forza combattente e dovette essere ritirato dalla prima linea. Qui gli scontri tra le truppe indiane e i paracadutisti tedeschi che difendevano la città fino all'ultimo uomo si svolsero esattamente come a Ortona: ogni edificio, ogni stanza, ogni casa diroccata dovette essere liberato attraverso le tipiche azioni della guerra urbana. Lanci di granate da una finestra a un'altra, scontri corpo a corpo. Il battaglione britannico 5° Essex (19^ Brigata indiana) per compiere i 500 metri che separano le case più a sud di Villa Grande fino alla vecchia chiesa di Sant'Antonio oggi non più esistente e che sorgeva nei pressi dell'attuale piazza dei caduti, impiegò addirittura 5 giorni. Un dato che fa ben capire la crudezza degli scontri che avvennero tra gli stretti vicoli di Villa Grande. Alla fine della battaglia il paese, su cui gli alleati riversarono soltanto nella prima ora di battaglia 17mila bombe di grosso calibro, era diventato un enorme cumulo di macerie. “

- Com'è stato dopo averlo ricostruito con le sue ricerche ,tornare a visitare Villa Grande, rivedere i luoghi dove sono stati impegnati così tanti giovani venuti da lontano a battersi su un terreno per loro tanto ostile ?

" È per me sempre emozionante e istruttivo come ricercatore storico rivisitare i campi di battaglia. Ogni volta che ripercorro le strade e i sentieri attraversati dai soldati cerco sempre di figurarmi lo svolgersi dei combattimenti e ogni volta scopro nuovi interessanti dettagli. Curiosità a volte sconosciute anche agli stessi abitanti della frazione ortonese: nel muro perimetrale di una delle case a sud del paese un soldato alleato di nome Norman Casey scrisse con un temperino il proprio nome e aggiunse la parola Victory per vittoria. Un lascito a mio avviso da conservare e tutelare a memoria delle guerra.

Il pensiero corre però anche ai numerosi giovani che qui persero la vita e che diedero il contributo più grande per la lotta di liberazione.”

 

Nel tarda mattinata l’autore, accompagnato dal consigliere comunale e componente del direttivo del Csc Villa Grande Antonello Di Deo, ha incontrato il sindaco del comune di Ortona , Leo Castiglione e l’assessore alla cultura, dott Vincenzo Polidori

“ Mi ha fatto immenso piacere incontrare e salutare il sindaco Leo Castiglione l’assessore alla cultura dott Vincenzo Polidori che hanno dimostrato grande interesse per il mio libro e mi hanno ringraziato per questo lavoro che dà uno sguardo ancora più ampio alla battaglia di Ortona. - ha commentato Saverio Malatesta - La speranza è che questo volume possa essere il punto di partenza o la leva per allargare la partecipazione agli eventi e alle commemorazioni legati alla battaglia di Ortona anche alle attuali rappresentanze istituzionali indiane e britanniche, le cui formazioni si resero protagoniste in Abruzzo nelle battaglie del Sangro, del Moro e di Ortona tanto quanto gli amici canadesi. “

Una speranza – fanno sapere dal direttivo del  Circolo Sportivo Culturale "  Villa Grande  " - che si auspica possa essere tradotta in realtà in occasione delle prossime commemorazioni legate alla battaglia di Ortona.

 

Paolo Di Deo

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