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Lettera Aperta sul Punto Nascite di Ortona, 5 aprile 2015

Il Comitato Punto Nascite di Ortona a tutti i Cittadini

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Concittadini/e,

la Regione ha ribadito più volte,  tramite i suoi amministratori,  che tutti i punti nascita sotto un certo numero di nascite verranno chiusi (leggi...), numero fissato precedentemente in 500 parti, poi passato a 1000… in base a cosa si stabiliscono i limiti minimi e perché si è avuto questo raddoppio?

L’Assessore alla Sanità parla di sicurezza dimenticando i dati della ASL del 10.7.2014 allegati alla presente. Dai dati emerge che il Punto Nascita di Ortona è molto più sicuro di tanti altri Punti Nascita (leggi il dossier...) presenti in questa regione inoltre, è opportuno ricordare che  il nostro è un ospedale di primo livello e per legge non è prevista la rianimazione neonatale (TIN, Terapia Intensiva Neonatale).

L'unica TIN nella nostra provincia è al presidio di Chieti. A Ortona partoriscono donne dalla 34esima settimana in poi, i parti a rischio, per protocollo, sono inviati alle strutture adeguate, quindi perché  ancora ci si ostina a sostenere che il punto nascita di Ortona non è sicuro?

E' evidente che si fanno le leggi a seconda delle opportunità politiche piuttosto che nell'interesse dei cittadini ma tanti vorrebbero comprendere perché, in funzione di questa cattiva scelta, le future mamme dovrebbero andare in strutture meno sicure? (come emerge dai dati allegatii)

Il nostro ospedale ha tutti i requisiti necessari per essere una struttura di punta a livello architettonico/geografico, vista la sua vicinanza alle grandi vie di comunicazione ed al centro cittadino, ma la politica anziché completarlo (magari con 2 o 3 incubatrici e personale qualificato) preferisce chiuderlo progressivamente e ristrutturare ospedali destinati a chiudere o per poi costruirne di nuovi con elevatissimi costi

Dov'è il risparmio? A chi giova? 

La sanità non può essere messa al servizio dell’economia, chi  riesce a spiegarci come questo piano di riassetto sanitario nazionale si possa “calare” così come è  in una regione come l’Abruzzo?

Come si concilia il diritto alla salute con le scelte previste in funzione sempre del piano nazionale che, per una realtà come quella abruzzese, inevitabilmente dovrà avere delle deroghe?

Non crediamo che chi amministra debba farlo solo con la freddezza dei numeri senza tener conto di quanto segue (riscontrabile negli allegati):

1. i  requisiti di  sicurezza in possesso

2. il superamento della soglia dei 500 parti nel 2014 (569 parti con un 15% di parti in più rispetto al 2013)

3. il trend di aumento del 10% di parti nel quadriennio 2011-2014

4. la carenza dei requisiti di sicurezza nei Punti Nascita restanti dopo la chiusura di Ortona 

5. la insicurezza che la diade madre-bambino si troverebbe ad affrontare per la carenza dei requisiti strutturali e di sicurezza sia del Punto Nascita di Chieti, II° Livello assistenziale e riferimento per il bacino di utenza, dichiarati e oggettivamente presenti e conosciuti da tutti, oltre al rischio sismico dello stesso Ospedale e alle criticità assistenziali per la mancanza di spazi adeguati ad assorbire anche i volumi di Ortona sia per le  carenze presenti anche a Lanciano e Vasto, sia per le carenze documentate del Punto Nascita di Pescara, area limitrofa ad Ortona, a fronte della dichiarata e ricercata messa in sicurezza del parto.

6. l’assenza ad oggi dello STEN (Servizio Trasporto Emergenza Neonatale) e di una rete attiva per l’emergenza ostetrica.

7. di quanto è stato fatto in passato per raggiungere traguardi di rilievo anche internazionale (vedasi il riconoscimento EUSOMA del reparto di Senologia del Prof. Cianchetti, leggi...) oppure l’eccellenza , in questo specifico caso, raggiunta con  il percorso donna;

8.  delle richieste esplicite dei cittadini (leggi...), di un territorio, per evitare inutili ingolfamenti in strutture meno sicure e ,come riferiscono i media, rischiose dal punto di vista sismico;

9. non è stato minimamente potenziato il sistema emergenza-urgenza, l'efficienza e l'efficacia delle prestazioni del 118 diventano essenziali con la drastica chiusura degli ospedali, per cui si va ad inficiare il progresso scientifico, che grazie alla tempestività delle cure, ha garantito una elevata sopravvivenza negli episodi di acuzie. Tale risvolto è estremamente importante soprattutto dopo l'accorpamento delle ASL di Chieti e di Lanciano-Vasto per ovviare alla necessità di integrazione di sistemi tra loro indipendenti, realizzando una maggiore funzionalità organica.

10. una sanità alla portata di tutti senza distinzioni tra cittadini di seria A e cittadini di serie B inoltre, che la sanità non può essere messa al servizio dell’economia.

Abbiamo subito attacchi per aver cominciato come liberi cittadini questa bella e orgogliosa avventura, in modo democratico e pacifico, senza bandiere né colori politici per informare tutti Voi e difendere questa cara realtà: il punto nascita di Ortona (leggi...).

"Se uno sogna da solo, è solo un sogno.
Se molti sognano ed agiscono insieme, è l'inizio di una nuova realtà"

Abbiamo chiesto a tutti gli amministratori locali di dare un proprio contributo affinché davvero si innalzassero i reali valori umani a favore di un mondo più giusto chiedendo, in tante occasioni, al Sindaco una fattiva e decisa collaborazione; ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro alle sue promesse diffuse anche a mezzo stampa. 

SINDACO dove sei?

SINDACO, il ricorso al TAR (leggi...) lo farà oppure resterà una domanda inevasa come le precedenti?

SINDACO, il giorno 9 aprile ci sarà a L’Aquila per difendere il punto nascita della sua città oppure farà come ha fatto in passato?

ALLEGATO : spiegazione Art. 32 della Costituzione Italiana

SALUTIAMO cordialmente tutti con  questa lettera di circa 100 anni addietro:

«Odio gli indifferenti.

Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera

È  fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti».

Antonio Gramsci, 11 Febbraio 1917

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