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CONSIGLIO COMUNALE SOSPESO PER 10’. OGGI UN SIGNORE DI 60 ANNI CIRCA HA CHIESTO LA PAROLA NEGATAGLI DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO- VOLEVA PARLARE DEL LAVORO CHE MANCA AI SUOI 3 FIGLI

IL PRESIDENTE POTEVA ESSERE TOLLERANTE ED INVECE L’HA FATTO ALLONTANARE DAL VIGILE. RISULTATO- HA ACCUSATO UN MALORE.

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Del consiglio comunale di oggi voglio solo parlare di un episodio umano di un signore che potrebbe essere uno di noi e che rappresenta il dramma di avere figli che non sanno come sbarcare il lunario.

Al Consiglio Comunale di oggi 15 giugno un episodio increscioso ha determinato una sua momentanea sospensione di una decina di minuti.

Un signore di circa 60 anni, un po’ incerto sulle gambe e visibilmente prostrato ed amareggiato ha chiesto al Presidente del Consiglio di poter parlare ma non gli è stato concesso , a questo punto l’uomo quasi piangendo parlava e rivendicava un lavoro per i propri 3 figli .

Una scena  straziante che ha colpito i cuori del pubblico presente ma non quello del Presidente del Consiglio che lo ha fatto allontanare dal vigile presente. A quel punto l’uomo ha accusato un malore e col mio aiuto si è seduto su una sedia . Il dottor Polidori, vice sindaco, lo ha prontamente soccorso e fortunatamente tutto si è risolto senza conseguenze apparenti . 

E’ vero che il pubblico non ha diritto di parlare ma si è capito subito che l’amarezza del signore , anche malfermo sulle gambe, era talmente accorata e esagerata che il buon senso e l’umanita' , in special modo di un rappresentante di una importante ISTITUZIONE , che chiunque dovrebbe possedere avrebbe richiesto un comportamento non da sceriffo ma da persona attenta e dedita anche a vicende incresciose umane . Purtroppo chi di dovere si è spogliato di umanità e di rispetto per le vicende dolorose che possono colpire gli affetti famigliari e con piglio e con decisione degno di miglior causa gli ha imposto anche l’umiliazione di essere allontanato dal vigile che per la verita’, questo sì, l’ha fatto con tatto e delicatezza e per questo lo ringrazio davvero.

Naturalmente sono consapevole che il pubblico non può e non deve parlare ma ci sono circostanze tali che impongono equilibrio e saggezza onde evitare spiacevoli conseguenze . 

Questo episodio ha posto in evidenza quello che in tanti a volte dimentichiamo ossia che ci sono situazioni di vero disagio economico ed in cui l’unica cosa che conta davvero è la consapevolezza che tutti dobbiamo dare un contributo fattivo ed a maggior ragione chi è preposto a risolvere i veri problemi della città e dei singoli individui che compongono la nostra comunità.

Non voglio infierire su nulla e su nessuno perché l’episodio è già grave in se’ perché pone in evidenza drammi umani e famigliari di tutti i giorni ma come si può non stigmatizzare una circostanza del genere?

Ricordo che da sempre pongo il lavoro come la cosa essenziale di cui nessun individuo dovrebbe essere mai privato ed anziché pensare al rispetto del regolamento bisognerebbe pensare al rispetto di questo sacrosanto diritto. Sono ben consapevole che il Presidente del Consiglio è il primo a volere che il lavoro ci fosse per tutti ma intanto cominciamo con il rispetto di questi drammi .

E' ora che il Consiglio Comunale , a partire dalla maggioranza , si ponga il dramma del lavoro come prioritario e profondi tutte le proprie risorse ed energie affinche' si possa in qualche maniera se non arginarla ma almeno alleviarla . 

I tempi sono duri per tutti , l'economia non e' in espansione e questo non fa che acuire il problema ma ritengo che il problema del lavoro dovrebbe essere posto sempre all'ordine del giorno di ogni consiglio comunale che si svolge e che gli si dedichi almeno un'oretta a seduta. 

Amerigo Gizzi

 

 

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