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Centro Raee tra i vigneti doc a Tollo

Il Sindaco Radica continua a sostenere che il centro di raccolta di rifiuti non va a ledere il prestigio vitivinicolo della zona

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Tollo (ch) paese dell’uva e del vino, dove la viticoltura viene esercitata oramai da tempi remoti come testimoniano i recenti ritrovamenti archeologici di epoca romana, viene minacciata  da opere che ne potrebbero deturpare l’immagine.

In primis il tentativo, da parte di società che operano nel settore energetico, nella realizzazione di impianti eolici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

A tale  progetto, fortemente impattante da un punto di vista paesaggistico, si oppone con fermezza il Sindaco del Paese Angelo Radica, il quale grazie interessamento dell’assessore regionale Silvio Paolucci, di recente ha emanato una legge la quale vieta la realizzazione di tali impianti, assieme a quelli fotovoltaici a terra e di biomasse in zone del paese dove la viticoltura riveste un ruolo di pregio.

In secondo, la realizzazione di un centro di raccolta  di rifiuti  chiamati Raee, quindi parliamo di frigoriferi, congelatori, lavatrici ecc classificati prevalentemente come rifiuti pericolosi o molto pericolosi; proprio in quei territori dove la viticoltura ha espresso i suoi migliori risultati, permettendo al Paese di Tollo di essere conosciuta non solo in Italia ma spesso in tutto il mondo.

La contraddizione, purtroppo, è dovuta al fatto che chi propone e spinge per la realizzazione di tale opera, come lamentano da giorni i residenti di Contrada Collesecco, sito scelto per il progetto, è proprio il Sindaco Radica.

"Non possiamo permettere che impianti del genere possano sorgere tra i vigneti doc e docg" reclama Patricelli Gabriele, uno dei portavoce del comitato spontaneo che si oppone fortemente al centro Raee.

Non sono neanche bastate le firme raccolte dei residenti  della contrada che ha dato il nome a uno tra i vini più conosciuti e apprezzati di Cantina Tollo, a far indietreggiare il primo cittadino il quale sostiene che le due realtà  possano coesistere senza alcun problema.

Purtroppo però, come lamenta il Comitato e soprattutto le persone residenti nelle vicinanze da tali impianti dislocate  in diverse zone della regione, spesso la gestione non è delle migliori o comunque la presenza seppur momentanea di rifiuti pericolosi, mal si conciliano con la tutela del paesaggio  e con la salute delle persone.

La cosa assurda, continua il Comitato, è  il Sindaco ha di recente iscritto la Pergola Abruzzese  come Paesaggio Unesco Patrimonio dell’umanità, nonostante ciò continua a sostenere che in ogni caso, la zona interessata dal centro non possa risentire a livello di immagine, e non solo, dalla presenza del sito della Ecolan.

 

 

 

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