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DIGNITÀ O POLTRONA

Giorgio Marchegiano e Emore Cauti : MOZIONE DI SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL SINDACO

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1. Le dimissioni di Fabrizio Leonzio e le accuse del Sindaco
2. L’agibilità di Baia Cattleya: gli standard urbanistici e la rete fognaria
3. La mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco

1. LE DIMISSIONI DI FABRIZIO LEONZIO E LE ACCUSE DEL SINDACO
Lo scorso 5 luglio, durante una conferenza stampa alla presenza del Sindaco Leo Castiglione, il Consigliere comunale di maggioranza Fabrizio Leonzio ha annunciato le sue dimissioni. Motivo di tale decisione sarebbe stata la volontà di difendere la propria famiglia dalle pressioni derivanti dalla ormai nota vicenda delle concessioni demaniali marittime nel tratto nord della costa ortonese. Come spesso accade, ad uscirne peggio è stato il Sindaco che nel suo intervento, riferendosi ai Consiglieri comunali di minoranza, ha affermato: “In questa vicenda ci sono stati abili manipolatori del sospetto che hanno messo in secondo piano il mandato per cui sono stati eletti”.

A Castiglione vorremmo ricordare, ma lui fa solo finta di non saperlo, che mai, neppure una volta, abbiamo nascosto le nostre perplessità sulla condotta della sua Amministrazione. Abbiamo sempre fatto nomi e cognomi, fornito documenti, manifestato in maniera chiara e pubblica le nostre opinioni, senza mai nasconderci, come purtroppo lui è solito fare, dietro frasi fatte o insinuazioni. Prima di dare lezioni alla minoranza, imparasse ad assumersi le sue responsabilità e a parlare chiaro. Ad esempio, durante il Consiglio comunale del 10 maggio gli avevamo chiesto che ruolo avesse svolto l'Amministrazione comunale nella vicenda dell'avviso pubblico per le concessioni demaniali marittime: più nel dettaglio volevamo che ci spiegasse per quale motivo, pur sapendo da mesi che sarebbe stato pubblicato un avviso, nessuno della sua maggioranza avesse sentito il dovere di informare la Città coinvolgendo associazioni ambientaliste, residenti e operatori economici. A queste domande, come tutti sappiamo, è seguito un buio silenzio.

2. L’AGIBILITÀ DI BAIA CATTLEYA: GLI STANDARD URBANISTICI E LA RETE FOGNARIA
Ma nel corso delle ultime settimane è emerso molto di più. Mentre cercavamo di approfondire la questione, ci siamo imbattuti in alcuni aspetti che non ci hanno convinti e, partendo da un’istanza di accesso agli atti del 6 giugno, siamo riusciti a ricostruire per intero la vicenda.

Al fine di iniziare la propria attività commerciale e di vedersi riconoscere l’agibilità dello stabile, il 24 maggio la Ditta Leonzio Fabrizio ha presentato una Segnalazione certificata di agibilità del bar ristorante Baia Cattleya. Il 26 giugno l’Ufficio Urbanistica del Comune di Ortona, verificata la carenza dei presupposti, ha invitato la ditta a trasmettere una planimetria in cui fossero indicate le reti fognarie e ad adempiere all’obbligo di cedere al Comune un’area destinata a parcheggio sulla S.S. 16 Adriatica prevista nella convenzione stipulata il 14 marzo 2012 tra Leonzio e il Comune di Ortona: in base all’art. 4 della convenzione tale parcheggio sarebbe dovuto essere realizzato, collaudato e consegnato al Comune mediante stipula di atto pubblico prima del rilascio del certificato di agibilità dello stabile. Decorso il termine di trenta giorni e constatato il difetto di adozione delle misure richieste, il 6 agosto l’Ufficio Tecnico ha comunicato alla Ditta il divieto di proseguire l’attività: lo ha fatto inviando una PEC al commercialista di Leonzio, nonché Assessore alle Attività Produttive del Comune di Ortona, Francesco Falcone. Ciononostante, la struttura in questione è rimasta aperta fino al termine della stagione estiva; parallelamente l’Ufficio Tecnico ha correttamente ritenuto illegittima l’ulteriore Segnalazione certificata di inizio attività presentata dalla Ditta l’8 agosto, in quanto analoga a quella già annullata due giorni prima. In merito all’allaccio alla rete fognaria, sebbene l’attività sia stata avviata all’inizio di giugno, la richiesta di autorizzazione è stata inoltrata alla S.A.S.I. S.p.A. solamente il 25 luglio ed è stata concessa il 26 agosto. Cos’è avvenuto prima di quella data?

Considerando questi fatti, è forse più semplice immaginare le reali motivazioni delle dimissioni di Leonzio il quale, in assenza delle necessarie autorizzazioni, il 6 settembre ha comunicato di aver sospeso l’attività del bar ristorante di cui è titolare. Quel che è certo è che è emersa in tutto il suo splendore l’ipocrisia del Sindaco Castiglione che ha pensato di strumentalizzare l’aspetto umano di questa vicenda per sferrare l’ennesimo insensato attacco ai Consiglieri di minoranza. A nostro parere infatti, senza voler sottovalutare i risvolti emotivi di questa vicenda, le dimissioni di Leonzio sono state pensate come il tentativo di evitare che sviluppi futuri potessero coinvolgere politicamente l’intera Amministrazione comunale. Anziché prendersela strumentalmente con la minoranza, il Sindaco avrebbe dovuto spiegare per quale motivo, prima di noi, a pretendere i dovuti chiarimenti non fosse stato lui che nel 2012 era Assessore e dal 2012 al 2017 è stato Consigliere comunale. È per questo che dal Sindaco non accettiamo alcuna lezione su come rispettare il mandato ricevuto dagli elettori: ogni giorno, da due anni, sentiamo il dovere di scoprire quello che non conosciamo e di rendere pubblico quello che sappiamo. Se necessario, noi sì, esponendo noi stessi e le nostre famiglie. E inoltre, dal Sindaco sentiamo spesso dire che se un Consigliere comunale teme che in alcune questioni ci siano zone d’ombra, farebbe bene a rivolgersi agli organi competenti: volevamo tranquillizzarlo, abbiamo seguito il suo consiglio.

3. LA MOZIONE DI SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL SINDACO
Alla luce della gravità di questa vicenda, nei prossimi giorni presenteremo una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Castiglione, il quale, insieme ad alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, ha dimostrato un’assoluta mancanza di rispetto e trasparenza nei confronti dei cittadini ortonesi. Le dimissioni del Sindaco provocherebbero lo scioglimento del Consiglio comunale e noi saremmo i primi ad andare a casa: a questo siamo pronti perché riteniamo impossibile svolgere il ruolo di Consiglieri comunali avendo la coscienza sporca e sapendo di essere complici di un sistema che, anziché combatterle, insabbia le infrazioni mortificando la leale concorrenza e l’onestà di chi, in ogni ramo, rispetta le regole. Riteniamo pertanto che la nostra etica non possa essere barattata con la conservazione di una poltrona e ci auguriamo che questo moto di dignità valga anche per i Consiglieri comunali di maggioranza, molti dei quali siamo certi non siano a conoscenza dei dettagli di questa vicenda.

Ci indigniamo giustamente quando le acque dei nostri mari vengono inquinate: il nostro timore è che le acque più torbide siano quelle che scorrono nelle stanze del potere.

C.s. di Giorgio Marchegiano e Emore Cauti

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