Partecipa a Ortona Notizie

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Un “cavallo” torna ad Ortona

Il prof. Sanvitale dona alla città un raro pezzo numismatico.

Condividi su:

Sabato 23 febbraio, alle 18.00, nella Sala di Musica di Pal. Corvo di Ortona, in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tostiano, ci sarà la Cerimonia di donazione da Francesco Sanvitale, affermato musicologo, al Sindaco della Città di Ortona Vincenzo D’Ottavio del raro pezzo numismatico “Cavallo con croce fiorata” coniato dalla Zecca di Ortona nel 1495, durante la discesa in Italia di Carlo VIII di Valois Re di Francia.

Oltre al prof. Sanvitale, presidente della Fondazione Carichieti, e al Sindaco di Ortona, interverranno il prof. Antonio Falcone, presidente dell’Associazione Ortonese di Storia Patria, e il dott. Roberto Ganganelli, storico numismatico direttore della rivista “Il Giornale della Numismatica”. Al termine ci sarà il concerto “Musici ortonesi alla fine del XV sec.” dell’ensemble teatino Fairy Consort: in programma musiche di Aedvardvs de Ortona, sconosciuto ma interessante musicista, probabilmente frate minore del convento ortonese vissuto alla fine del ‘400.

Nel corso della serata verranno messe in vendita riproduzioni 1:1 della moneta e il ricavato della vendita, per volontà del donatore, sarà interamente devoluto alla Casa del Giovane “S. Giovanni Bosco” dei PP. Salesiani per la realizzazione del progetto di riqualificazione del vecchio campo sportivo dell’Oratorio di Ortona.

Le motivazioni del generoso gesto di Sanvitale sono riassumibili in questa sua dichiarazione: «Non mi nego che qualcuno, anche legittimamente, possa pensare ad un’autocelebrazione avendo io enfatizzato questo atto in una manifestazione così dimensionata. Non mi sottraggo ad eventuali critiche, mi si permetta però di sottolineare come questa decisione sia stata dettata dal desiderio di manifestare l’amore per la mia Città, per dare visibilità all’importante progetto dei Padri Salesiani cui andranno i proventi delle riproduzioni messe in vendita e, mi si passi il pensiero che potrebbe apparire presuntuoso, di avviare, qualora possibile, un processo virtuosamente emulativo. Parafrasando Kennedy mi sento infatti di affermare: ci chiediamo “cosa fa Ortona per me?”. E’ tempo che cominciamo a dirci: “cosa faccio io per Ortona?”.»

Condividi su:

Seguici su Facebook