Lunedì mattina consegnerò al Sindaco la richiesta di un incontro urgente con i Consiglieri comunali, i progettisti, il Comitato porto, gli imprenditori portuali e i rappresentanti della Micoperi per un confronto sul Piano regolatore portuale.
Consultando le tavole del Piano Regolatore Portuale, rielaborate dai collaboratori del Sindaco, si capisce chiaramente, ad esempio, che le richieste di Micoperi non sono state accolte. Questo tradisce il mandato del Consiglio comunale del 22 aprile e pone le basi per una rottura con una ditta che sta dimostrando concretamente di voler investire sulla nostra città . La Micoperi, infatti, oltre al capannone che sta realizzando nell’area portuale, ha illustrato ai Consiglieri comunali nella riunione del 21 marzo scorso, i suoi progetti di sviluppo su Ortona, soprattutto sull’area dell’ex Eni in Contrada Sant’Elena, che prevedono una serie di attività legate alla produzione e alla commercializzazione di prodotti di qualità , incrementando in maniera considerevole l’occupazione e l’indotto, offrendo, così, una significativa boccata d’ossigeno all’economia del nostro territorio.
Il Consiglio comunale del 22 aprile scorso si è pronunciato con molta chiarezza, approvando all’unanimità una mozione che delega il Sindaco e la Giunta comunale a predisporre tutti gli atti necessari a modificare il redigendo Piano regolatore del Porto di Ortona in modo da rendere l’intervento proposto dalla Micoperi compatibile con lo strumento di pianificazione dell’area portuale ed assicurare lo spazio di manovra dei mezzi navali che dovranno attraccare alla stessa.
Per quanto riguarda il procedimento per la realizzazione di un deposito costiero di Gpl, da realizzarsi sul porto di Ortona, esprimiamo la nostra contrarietà , perché tale struttura rappresenta un pericolo per l’intera comunità . Pensiamo sia un gravissimo errore concedere ad una ditta privata la creazione di un deposito da utilizzare in regime di monopolio. In questo modo si danneggia la concorrenza, che è un elemento necessario per la vitalità di un porto, perché la banchina utilizzata per il deposito interrato di gas non potrà più essere utilizzata da nessuno. Non si può ipotecare il porto per privilegiare gli interessi di una sola ditta.
È arrivato il momento di rivedere con serietà la riorganizzazione delle concessioni demaniali, proponendo il porto anche ad altri terminalisti.
Facciamo appello a tutti i cittadini che si oppongono al progetto di realizzazione del deposito costiero di Gpl, affinchè ci aiutino a preparare istanze da presentare all’Ufficio regionale per la procedura di V.I.A. contro l’autorizzazione dell’opera. La scadenza per la presentazione delle istanze è il 23 settembre 2014.
Patrizio Marino, Consigliere comunale di Sinistra Ecologia e LibertÃ

