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UN ORTONESE RESPONSABILE DEL PRONTO SOCCORSO ALL'OSPEDALE DI ATESSA NELL'ERA COVID

SONO 20 ANNI CHE LAVORA AD ATESSA MA NELL'ERA COVID TUTTO CAMBIA

| di Amerigo Gizzi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Gli ortonesi si fanno valere dappertutto ed oggi è con particolare soddisfazione che menziono il dottor Renato Fulgente che opera all’Ospedale Covid di Atessa ed è questa particolarità che in questa situazione pandemica ne accresce di molto l’importanza.

Berve curriculum vitae : il dr. Ortonese di 56 anni , laureato presso l’universita di Chieti e specialista in Chirurgia d’Urgenza e pronto soccorso , nonché in Chirurgia Toracica, dopo un’esperienza post- laurea di due anni in Nigeria in collaborazione con l’Universita’ d’Annunzio e un periodo di lavoro presso diversi ospedali , quelli di Sondrio e Chioggia , torna in Abruzzo nel 1999 al presidio ospedaliero di Atessa, ove lavora tutt’ ora come Responsabile del Pronto Soccorso.

Il nosocomio di Atessa negli ultimi mesi ha subito notevoli variazioni e tanto si è parlato e scritto sul futuro sia dell’Ospedale che dello stesso Pronto Soccorso. Infatti, questo è stato trasformato in Covid Hospital, grazie al dialogo tra il Comune di Atessa, la Regione Abruzzo e la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, ed il Pronto Soccorso è stato confermato come tale, e se vediamo il panorama regionale ciò non è stato facile, con le problematiche aggiuntive,  gestendo la cura di primo intervento di un bacino d’utenza che conta circa 30mila persone residenziali, oltre alle problematiche connesse con il mondo del lavoro dell’area industriale.


Nel mese di Febbraio fino a metà Marzo la situazione locale, come per tutta la nazione, è stata drammatica. Nessuno era pronto al Covid ed a una evenienza così tragica. Pian piano le condizioni stanno migliorando e si spera che al più presto tutto tornerà normale.


Dall’11 Marzo il Covid Hospital di Atessa ha iniziato ad ospitare pazienti positivi al Coronavirus provenienti dagli Ospedali di Chieti e Vasto. Pazienti stabili con patologie croniche, trattati con antivirali e idrossiclorichina. Ad oggi sono ricoverati circa 40 pazienti ed, a giorni, sarà aperta l’Unità di degenza a gestione infermieristica dove saranno accolti pazienti a bassa complessità con bassa intensità di cura.


Il Pronto Soccorso ha subito interventi tecnici che ne hanno migliorato l’efficienza con l’abbattimento di ogni criticità per la tutela di chi vi lavora e dell’utenza, tra cui un ingresso separato e gli operatori presenti h24 che riescono ad occuparsi di tutte le problematiche sanitarie. Si è organizzato, con il Direttore di Dipartimento Emergenza Urgenza Dr. Antonio Caporrella, un percorso “febbre” e sono rimaste attive tutte le gestioni per i “no covid”, o perlomeno per quelle situazioni tipiche da Pronto Soccorso.


Tutto il personale del Pronto Soccorso di Atessa si è particolarmente distinto in questa difficile nuova situazione e si ringraziano quanti hanno espresso, a nome di un’ampia collettività, la solidarietà a tutti gli operatori a cui va il nostro pieno plauso  per l’attaccamento al proprio lavoro con professionalità e dedizione.

Il nostro dottore ci ha poi espresso un pensiero per la sua amata Ortona : “ non  nego di seguire le vicende del territorio, quindi mando un abbraccio virtuale alla MIA Ortona ed agli amici di Caldari che ho visto hanno superato i momenti difficili con alto senso civico. Ce la faremo. Siamo forti.
Se abbiamo la medaglia d’oro al valor civile un motivo ci sarà! “ .

Auguriamo al nostro concittadino tutto il bene possibile , il lavoro che svolge ormai , con questa grave pandemia , è tornato ad essere universalmente davvero essenziale , il settore della Sanita è stato bistrattato in questi ultimi anni , infatti si calcola che ben 37 miliardi  in questo comparto sono stati decurtati per lo più chiudendo ospedali oppure vari reparti che ne hanno minato dappertutto l’efficacia per la salute dei Cittadini.

Ora sembra che anche il Governo si sia accorto che i risparmi non vanno effettuati sulla pelle dei Cittadini ma in quei settori dove i soldi vengono sperperati a fiumi e senza nessun beneficio per il popolo. Il bene essenziale ed universale per le comunità deve essere quello della SALUTE , questa pandemia ha avuto un solo “merito “ , quello di aver aperto gli occhi a tutti , ed in particolare costretto , ribadisco costretto , i nostri Governanti a ripensare a tutta la strategia per il settore sanitario che parte dagli investimenti cospicui che vanno effettuati ed implementati su di esso. 

Amerigo Gizzi

Amerigo Gizzi

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