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L'Orchestra Sinfonica Abruzzese al Teatro “F. P. Tosti”

Domenica 18 dicembre 2016, ore 18 – Ortona, Teatro “F. P. Tosti”

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Con il Gala di Fine Anno, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese offrirà il suo augurio di buone feste al pubblico con una produzione brillante e coinvolgente.

Sul palco con i professori d’orchestra dell’OSA, diretti dal M° Sesto Quatrini, il soprano Carolina Varela Estrella e il tenore Giuseppe Talamo.

 

Il programma segue la tradizione dei grandi concerti di Fine anno: brani lirico-sinfonici, arie e duetti tratti dalle più celebri opere italiane composte da autori come Rossini, Donizetti e Verdi nella prima parte.

A seguire operetta e valzer di tradizione viennese con opere di Johann Strauss figlio, il componente più celebre e prolifico della grande dinastia di compositori e direttori d’orchestra e di Franz Lehár, re dell’operetta. Un repertorio che il pubblico ama e che è particolarmente adatto al clima festoso del periodo natalizio e delle festività di fine anno.

La direzione dell’orchestra è stata affidata a Sesto Quatrini,

Compositore e direttore d'orchestra è nato a Roma nel 1984.

Nel 2016 è stato nominato direttore principale ospite dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Attualmente ricopre anche i ruoli di direttore musicale della compagnia operistica Les Voix Concertantes di Parigi; di direttore principale di Bare Opera a New York City e di direttore musicale del Festival operistico "Les Nuits de Salses" in Francia.

Nella stagione 2015/16 è stato secondo direttore e assistente al Metropolitan Opera House di New York nelle due nuove produzioni Manon Lescaut di Puccini e Roberto Devereux di Donizetti rispettivamente per i Maestri Fabio Luisi e Maurizio Benini.

Negli ultimi due anni ha debuttato La Traviata e Rigoletto a Parigi; L'Enfant et les Sortileges di Ravel, L'Enfant Prodigue di Debussy, Goyescas di Granados e La Cambiale di Matrimonio di Rossini a New York. È reduce da una tournée di concerti, già premiata come evento dell'anno nei Paesi Baltici, con il soprano lettone Kristīne Opolais, star della lirica internazionale.

Numerosissimi i futuri ingaggi: dirigerà un Gala lirico in diretta televisiva per TV Kultura al Teatro Bolshoi di Mosca alla testa della National Philharmonic Orchestra of Russia con K. Opolais, D. Hvorostovsky, I. Abdrazakov, H. Gerzmava e altri.

Il ritorno a L'Aquila con l'OSA a Febbraio con una nuova produzione sinfonica; in aprile un nuovo gala operistico con Kristīne Opolais a Portorico con la Puerto Rico Philarmonic Orchestra. Quattro debutti operistici tra maggio e luglio, nell'ordine: I Capuleti e I Montecchi di Bellini a Vilnius con il Teatro dell'Opera Nazionale Lituano, L'Elisir d'amore di Donizetti a Parigi, Un Giorno di Regno di Verdi al Festival della Valle d'Itria e Carmen di Bizet a Perpignan.

E ancora, il ritorno in Lettonia con la Latvian National Symphony Orchestra e il debutto con l'Orchestra Sinfonica Toscanini a Piacenza.

Sesto Quatrini ha diretto tra le altre l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Orchestra Verdi di Milano, Camerata Monteverdi, Danish National Symphony Orchestra, Cyprus Symphony Orchestra, Latvian National Symphony Orchestra, Lithuanian National Symphony Orchestra and Ballet, Atlanta Chamber Orchestra, Macon Symphony Orchestra, Gwinnett Symphony Orchestra, Malaysian Philarmonic Orchestra, Orchestra ICO della Magna Grecia, Orchestra Internazionale d'Italia.

Nel 2013 Sesto Quatrini ha vinto il 1° premio dell’International Conducting Workshop and Competition in Georgia (USA) e il 3° premio nel “Solon Michaelides” International Conduting Competition a Nicosia (Cipro).

Sul palco con i professori d’orchestra due cantanti giovani e già in carriera:

il soprano Carolina Varela Estrella

Carolina Varela Estrella Inizia lo studio del canto lirico presso il Conservatorio “Franz Liszt” di Quito (Ecuador). Affronta i primi ruoli in “Orfeo ed Euridice” di Ch. W. Gluck (Euridice) “La serva padrona” di G.B.Pergolesi (Serpina), “Matrimonio Segreto” di D. Cimarosa (Carolina) e nella cantata “El Señor don Bernardo de Legarda” (Juana). Giovanissima si trasferisce in Italia e dopo la laurea di primo e secondo livello in canto col massimo dei voti si prepara sotto la guida di Mirella Freni a Modena presso il CUBEC, Raina Kabaivanska presso l'Accademia Chigiana di Siena e C.Desderi presso l'Opera Studio dell'Accademia Santa Cecilia di Roma. Frequenta inoltre le masterclass di Bruna Baglioni, Monserrat Caballè a Zaragoza e Jaume Aragall a Barcellona.

Il suo repertorio spazia dal barocco (partecipa al “Festival Transeuropéennes” a Rouen - Francia), musica sacra (esegue lo Stabat Mater di G.B.Pergolesi sotto la direzione di F. Ciofini e la collaborazione dell’Accademia Barocca W. Hermans, la parte di“Maria”delle “Laudes Evangelii” di V. Bucchi, il Requiem di Mozart (Matia's Temple, Budapest) e davanti a Sua Santità il Papa Benedetto XVI in Vaticano esegue "La Despedida de Azucena" di Joaquin Rodrigo). Nell'ambito della musica contemporanea le è stata affidata l'esecuzione della prima assoluta della composizione "Metrico Llanto" di P. Arcangeli e "Myo ho" di S. Maccaglia, diretta da Fabio Maestri. Nel 2010 esegue la parte per soprano nella Sinfonia N°2 di Gustav Mahler nella "Casa de la Musica" di Quito, diretta da P. Aizaga. È stata invitata dalla “Philarmonic Orchestra FAO Staff Coop” per cantare nello spettacolo “Mozart con Amore” presso i Giardini dell'Accademia Filarmonica Romana (regia di P. Rossi Gastaldi)

Tra i debutti operistici più recenti, il "Matrimonio Segreto" di D.Cimarosa ( Elisetta) ad Ankara, Izmir, Istanbul e Praga con la "World Youth Orchestra" diretta da D. Giuranna,“Rigoletto”di G.Verdi (Gilda) diretta da A. Rugeles, "Elisir d'Amore" di G.Donizetti (Adina) presso il teatro Rosetum di Milano, (direzione di M. Spotti e regia di Gianmaria Aliverta) ruolo che canta anche in Toscana sotto la direzione di F. Fiorenzani ed in Belgio presso il “Muziekcentrum De Bijloke” (Gent, Belgio), insieme alla “Jeugd-En Muziek Orkest Oost -Vlaanderen” diretta da Geert Soenen. ​

È "Rosina" nel “Barbiere di Siviglia” di Rossini sempre in Gent, Belgio. È "Polly" in "Die Dreigroschenoper” regia di A. Morelli, direttore M. Gualtieri e "Ein Madchen" ​in "Aufstieg und fall der Stadt Mahagonny" di Kurt Weill presso il Teatro dell'Opera di Roma con la regia di Graham Vick, direttore John Axelrod. É la "Regina della Notte" nel “Flauto Magico” di W.A.Mozart, produzione del Barcellona Opera Studio e "Violetta" nella "Traviata" di G. Verdi al Teatro Antico di Taormina per il " Taormina Opera Stars Festival" con la regia di Enrico Stinchelli, direttore S. Casarin Rizzolo.

Ad aprile 2015 presso l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma riceve il Premio Internazionale Medaglia d’Oro “Maison des Artistes” 2015 insieme a diverse personalità del mondo della cultura e dell'arte.

ed il tenore Giuseppe Talamo,

 

Giuseppe Talamo Tenore, si diploma al Conservatorio G. Martucci di Salerno con il massimo dei voti con Giuliana Valente. Nel 2010 si laurea in canto Lirico al Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara con Mirella Freni. Ha cantato L’elisir d’amore di G.Donizetti, Lucia di Lammermoor di G.Donizetti (Spoleto), La bohème di G.Puccini (Valencia, Toledo, Alicante, Bilbao, Leon, Firenze e Bari), La traviata di G.Verdi (Tel Aviv e Haifa), Madama Butterfly di G.Puccini (Rovigo e Treviso). Nel 2012 ha debuttato nella Messa di Requiem di G.Verdi (Konzerthaus, Vienna, direttore Azis Sadikovic), ed è stato ancora Rodolfo nella Bohème di G. Puccini (Verdi di Trieste, direttore Donato Renzetti). Nel 2013 è stato Macduff in Macbeth di G.Verdi (Opéra National de Lorraine, Nancy, direttore Rizzi Brignoli), e cover di Ismaele in Nabucco di G.Verdi (Teatro dell’Opera di Roma, direttore Riccardo Muti). Nel 2014 è stato Alfredo nella Traviata di G.Verdi (Konzert Theater, Berna), e Michelino nella prima mondiale del Medico dei pazzi di Giorgio Battistelli a Nancy (direttore Francesco Lanzillotta). Nel 2015 è stato Cicciottu Jaconi ne La Jura di G.Gabriel (Teatro Lirico di Cagliari) e successivamente Arrigo in La battaglia di Legnano di G.Verdi (Stadttheater, Giessen). Nel 2016 è ancora Michelino nella prima italiana del Medico dei pazzi di Giorgio Battistelli, Fondazione Teatro La Fenice Venezia (direttore Francesco Lanzillotta) ed Alfredo nella Traviata di G.Verdi (Stadttheater, Giessen). Prossimi impegni Gianni Schicchi di G.Puccini ed Un Giorno di Regno di G.Verdi.

L’orchestra riserverà qualche sorpresa al suo pubblico con i bis.

Il programma:

GIOACCHINO ROSSINI (1792-1868) LA CENERENTOLA, SINFONIA

GIUSEPPE VERDI (1813-1901) LA MIA LETIZIA INFONDERE, Aria di Oronte da I Lombardi alla Prima Crociata

GAETANO DONIZETTI (1797-1848) PRENDI, PER ME SEI LIBERO, Aria di Adina da L’Elisir d’Amore

GIUSEPPE VERDI QUESTA O QUELLA, Ballata del Duca - SIGNOR NÉ PRINCIPE, Duetto di Gilda e del Duca da Rigoletto

JOHANN STRAUSS II (1825-1899) IL PIPISTRELLO, OUVERTURE

FRANZ LEHÁR (1870-1948) TU CHE M’HAI PRESO IL COR, Romanza di Sou-Chong da Il Paese del sorriso - TACE IL LABBRO, Duetto di Anna e Danilo da La vedova allegra

JOHANN STRAUSS II PERPETUUM MOBILE OP. 257 - FRÜLINGSTIMMEN OP.410 PER SOPRANO E ORCHESTRA - KAISER-WALZER OP. 437

Guida all'Ascolto :

Il concerto si inserisce nella tradizione del gala lirico-sinfonico di fine anno.

La prima parte, dedicata all’opera italiana, si apre con la Sinfonia de La Cenerentola, il dramma giocoso di Gioacchino Rossini (1792-1868) che, nonostante l’accoglienza piuttosto ostile della “prima”, avvenuta il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma, presto rivaleggiò in popolarità con il Barbiere, al quale era toccata la stessa sorte. Il librettista Ferretti tralasciò l’elemento fiabesco per seguire piuttosto le linee principali del Cendrillon di C. G. Étienne, versione operistica della storia di C. Perrault, che aveva spopolato a Parigi. Rossini, che compose La Cenerentola ex novo con straordinaria rapidità per rispettare i patti stabiliti con il direttore del Valle, riutilizzò tuttavia l’Ouverture della sua opera precedente, La Gazzetta, basata su una commedia di Goldoni, la quale tuttavia, nonostante la pregevole fattura della Sinfonia, non godette di alcuna fortuna.

Imprescindibile, in un excursus sull’opera italiana, è la figura di Giuseppe Verdi (1813-1901), di cui ascolteremo questa sera tre brani: la Cavatina di Oronte La mia letizia infondere, tratta del secondo atto de I Lombardi alla Prima Crociata, un’opera giovanile del Maestro andata in scena a La Scala l’11 febbraio 1843, subito dopo il trionfo del Nabucco, e due brani tratti dal capolavoro della trilogia popolare, Rigoletto.

L’aria di Adina Prendi, per me sei libero, con la quale la giovane coquette recupera il tono farsesco momentaneamente sospeso con la celebre romanza Una furtiva lagrima, è tratta da L’Elisir d’amore (1832) l’opera comica in due atti scritta da Gaetano Donizetti (1797-1848) in soli 14 giorni per il Teatro della Canobbiana di Milano su un libretto che Felice Romani trasse magistralmente da Le Filtre di Scribe. Quest’opera comica, genere con il quale il compositore si confrontava per la prima volta, ricalcando le vicende di Tristano e Isotta dà alla tenue avventura paesana il grande respiro del mito.

Gli altri due brani verdiani in programma sono tratti da Rigoletto, andato in scena l’11 marzo 1851 al teatro La Fenice di Venezia. Questa o Quella è la ballata con cui il Duca di Mantova - dietro al quale si cela la figura di Francesco I re di Francia che Hugo criticava per la sua dissolutezza nel dramma Le Roi s’amuse (1832), dal quale Francesco Maria Piave trasse il libretto - dichiara il suo spirito libertino; Signor ne’ Principe è invece il duetto tra Gilda, figlia del buffo di corte Rigoletto, e il Duca che, invaghitosene, si traveste da studente povero per conquistare il cuore della fanciulla che così canta: “Signor né principe lo vorrei; sento che povero più l'amerei”.

La seconda parte del concerto sarà dedicata, come consuetudine, all’operetta e al valzer di tradizione viennese, emblemi della vita sociale e culturale della capitale asburgica. Il componente più celebre e più prolifico della dinastia di compositori e direttori d’orchestra viennesi che per quasi un secolo dominò le scene musicali europee, ossia la famiglia Strauss (che nessun legame di parentela intrattiene con il compositore Richard), fu Johann (1825-1899), figlio primogenito di Johann Strauss I. Compositore prevalentemente di musica da ballo, raggiunse fama mondiale grazie ai suoi indimenticabili valzer. Con Il Pipistrello (Die Fledermaus) (1874), tratto da una commedia francese di grande successo di H. Meihac e L. Halévy, Le Réveillon, Johann Strauss II giunse al successo mondiale anche nel genere dell’operetta, che prese piede nella Vienna degli anni ‘60 sotto l’impulso di J. Offenbach. In questa operetta, la quarta delle 16 che scrisse, avvengono i più divertenti e imprevedibili coups de théâtre, e la celeberrima Ouverture ne enuncia i memorabili temi.

La romanza Tu che m’hai preso il cor, divenuta in seguito tanto celebre da essere entrata a far parte del repertorio della musica leggera, è inserita nel duetto d’amore tra la giovane occidentale Lisa, soprano, ed il principe cinese Sou-Chong, tenore, tratta dall’operetta del compositore ungherese Franz Lehár (1870-1948) Il paese del sorriso, ambientata tra Vienna e Pechino e andata in scena nel 1929 al Komische Oper Berlin nella sua seconda versione (la precedente aveva debuttato sei anni prima con il titolo La Giacca gialla), riscuotendo uno straordinario successo. La varietà delle ambientazioni geografiche e la mescolanza di realtà e fantasia, nelle operette di Lehár, sono indicative di una sensibilità novecentesca, mentre il suo linguaggio musicale rivela piuttosto le influenze dello stile fin de siècle.

L’operetta viennese, giunta alla sua definizione classica con i lavori di Johann Strauss, venne sottoposta ad un graduale rinnovamento fino a giungere, con La Vedova allegra, al genere della Tanzoperette, l’operetta danzata. Lehár integra il patrimonio musicale céco con quello tedesco, ampliando inoltre l’organico strumentale, che raggiunge dimensioni inconsuete per il teatro musicale leggero. La Vedova allegra debuttò con enorme successo al Theater an der Wien nel dicembre 1905 (dove anni prima era stato rappresentato il Pipistrello) ed il terzo atto si conclude con il duetto Tace il labbro, con cui il conte Danilo dichiara il suo amore alla ricca vedova Hanna, sciogliendo l’intreccio dell’abituale triangolo amoroso.

Il Perpetuum mobile op. 257 di Johann Strauss è uno scherzo musicale che si inserisce nella tradizione già sperimentata da molti illustri musicisti - un esempio fra tutti, il famoso Moto Perpetuo di Paganini - che tenta di creare l’illusione di una melodia infinita. Il brano, basato su giochi timbrici abilmente creati tra le varie famiglie dell’orchestra, fa parte di una genere di brani che riscosse grande successo nei concerti di beneficenza che gli Strauss organizzarono a Vienna in occasione del Carnevale tra il 1859 a 1861. Fu eseguito per la prima volta il 4 aprile 1861.

Johann Strauss II sviluppò, a partire dal 1860, la nuova forma, più ampia e ambiziosa, del valzer da concerto, risentendo in particolar modo dell’influsso di J. Offenbach, in quegli anni spesso presente a Vienna: la forma classica si arricchisce grazie all’impiego di melodie armonicamente e ritmicamente più flessibili e l’orchestra dispiega una grande ricchezza di timbri.

Frühlingsstimmen (Voci di Primavera) op. 410, è un valzer composto nell’inverno del 1882-83 per il celebre soprano Bianca Bianchi. Il brano fu eseguito per la prima volta al Theater an der Wien il 1º marzo 1883 su un testo scritto da Richard Genée, il librettista che aveva collaborato con il compositore per Il Pipistrello.

Il concerto si conclude con un brano dalla fama imperitura, vero e proprio apogeo del valzer viennese: il celebre Kaiser-Walzer op 437, composto nell’autunno del 1889 a seguito dei festeggiamenti che si erano svolti in agosto in occasione della visita dell’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria all’imperatore tedesco Guglielmo II. Il titolo venne suggerito dall’editore Simrock di Berlino in sostituzione della dicitura La Stretta di mano, ispirato dalla maestosità che si manifesta dai marziali accenti introduttivi.

Silvia Umile

 

Informazioni fornite da Ufficio Stampa  ISTITUZIONE SINFONICA ABRUZZESE

 

http://www.sinfonicaabruzzese.it/

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