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Un pomeriggio con Anila Hanxhari e Daniele Toppeta

Prosegue iI ciclo di incontri letterari in biblioteca

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Giunto al suo secondo appuntamento, venerdì 12 Dicembre 2014, il ciclo di incontri letterari in biblioteca organizzato dal Gruppo13-Lab ha messo a confronto i poeti Anila Hanxhari e Daniele Toppeta. A entrambi gli autori abbiamo posto tre domande:

Come ha iniziato a scrivere?
Cos'è la poesia e quale idea di poesia sta cercando?
Una domanda che le piacerebbe rispondere e non le hanno mai posto?

Daniele Toppeta
«Quando ero militare ho cominciato scrivendo molte lettere e, ogni tanto, qualche poesia. Dopo averli raccolti, tutti questi scritti sono rimasti nel cassetto. Passati circa venti anni, ho ripreso a scrivere poesie per amici e colleghi in onore di occasioni speciali. Un giorno, casualmente, durante gli esami di stato, ho notato che un collega leggeva poesie di autori moderni. Ci siamo conosciuti parlando di poesia e, tra i vari discorsi, mi ha chiesto perché non avessi ancora scritto un libro. Così, mi sono convinto a pubblicarle. Il fatto che uno sconosciuto, dopo averle lette, ha detto che le mie poesie sono pubblicabili, mi ha incoraggiato a superare la mia autocritica.
Le poesie scritte nel primo periodo si riconoscono facilmente e presentano anche qualche nota critica nei confronti del mondo militare. Le altre, invece, raccontano la soggettività di una persona che vive profondamente la propria vita nella famiglia, tra gli amici, nella scuola e nella società. Mi piace vivere il quotidiano, penso di non poterne fare a meno. Infatti la mia poesia origina dal vissuto giornaliero in relazione con gli altri e prende forza sia dalle esperienze belle, sublimi, sia da quelle meno belle. La vita è un continuo alternarsi di momenti belli, critici, di speranza e di rinascita che ognuno di noi vive ogni giorno.
Se mi chiedessero chi sono, risponderei che sono un uomo. Per me l'umanità della persona conta più del resto: il ruolo nella società e le sovrastrutture non contano quanto l'uomo
».

Anila Hanxhari
«Da bambina, per gioco, ho iniziato a scrivere versi che non chiamerei poesie. Crescendo ho scoperto l’amore per la parola e per le sfumature che emergono dalle combinazioni suggerite dall’istinto e dal pensiero inteso come processo innato. Il gioco di probabilità delle metafore, la sorpresa dell'emozione, lo stupore della creatività, il bisogno di creare in cambio di gioia e piacere sono i motivi principali per cui mi sono avvicinata sempre di più alla scrittura. Si nasce con un'anima predisposta alla creatività. L’energia naturale non si acquisisce, è presente nella mente fin dalla nascita. La creatività, poi, si deve allenare con la conoscenza e l'esperienza, mettendo insieme elementi preesistenti in nuove articolazioni. La poesia diventa come uno specchio, cambia ogni volta che cambia il riflesso.
La poesia è inutile ma necessaria. Non sono io che la vado a cercare, è lei che cerca me. Si fa largo nella mente e nel cuore quanto più si è aperti, sensibili, reattivi al cambiamento e quanto più si rifiutano l’autoritarismo e il pregiudizio.
Non credo esistano domande a cui non ho risposto o alle quali avrei voluto rispondere perché spesso la coscienza mi pone tantissime domande. Mi mette alle strette senza pietà. Scruta dentro di me e trova tutte le risposte senza filtri. Si instaura un dialogo interiore in cui sono giudice impietosa di me stessa. La coscienza mi sottopone ad un vero e proprio “braccio di ferro” con la verità. La poesia diventa un modo per esternare questo dialogo interiore tra me e il mondo
».

Il secondo incontro, moderato da Anna Maria Mililli, ha visto partecipare con le loro domande dirette agli autori anche gli studenti del liceo scientifico di Ortona. Nel corso del dibattito sono emersi diversi spunti di riflessione, tra i quali la definizione di poesia, i suoi temi più o meno ricorrenti e l'amore che è e sempre sarà inafferrabile anche per la poesia. Si è affrontato anche il tema del dolore e del silenzio della poesia, che può solo portare rispetto e silenzio nei confronti del dolore.

Il terzo e ultimo appuntamento si terrà Venerdì 19 Dicembre 2014, sempre alle 17:30 nella biblioteca comunale. Interverranno gli autori Maria Gabriella Ciaffarini e Manuel Dominioni. A moderare l'incontro, Antonella del Ciotto.

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