«Non si può sacrificare il punto nascita di Ortona- sottolineano Nadia Di Sipio, Simona Rabottini, e Simonetta Schiazza, assessori e consiglieri del Comune di Ortona- che ha i parametri di legge per operare, solo in base ai numeri dei parti, peraltro di poche unità sotto il livello richiesto. Nel 2013 il punto nascita di Ortona ha infatti registrato 492 parti/497 nati ( dati Agenas), otto parti in meno rispetto al tetto minimo dei 500 previsti, ma mantiene praticamente il 95% degli altri parametri richiesti dal Ministero della Salute. Inoltre nel 2014 il punto nascita ortonese ha già superato i 500 parti, visto che negli ultimi anni ha un trend di crescita positivo di attrazione ed è un punto di riferimento per le donne del territorio, non solo ortonese ma anche dei tanti comuni limitrofi».
«Il Ministero dello Salute nella classificazione e nella valutazione dei punti nascita prende, infatti, in considerazione diversi fattori e diversi parametri- continuano la Di Sipio, la Rabottini e la Schiazza -a questi il punto nascita di Ortona risponde per il 95% positivamente e il restante 5 % potrebbe essere facilmente colmato con interventi semplici, stante ovviamente la volontà di farlo. Considerando anche che alcuni dei punti nascita “salvati” e alcuni anche con un numero parti elevato, non rispondono però ai parametri di sicurezza richiesti».
Gli standard operativi minimi richiesti dal Ministero per i punti nascita < a 500 parti e tra 500 e 1000 sono gli stessi.
A Ortona:
l’assistenza medica ostetrico-ginecologica è garantita H/24 con continuità assistenziale che permette di accettare e seguire in sicurezza la paziente ostetrica.
È garantita la presenza di un numero adeguato di ostetriche.
All’interno della struttura ospedaliera è attiva la guardia anestesiologica H/24
Pur non avendo un numero di pediatri sufficienti ad effettuare guardia medica H/24, seppur da anni richiesto alla direzione dell’Azienda Sanitaria, il pediatra è sempre presente in sala parto sulla base di adeguata organizzazione interna che permette la sicurezza e la continuità assistenziale del neonato.
È garantita l’accoglienza della paziente gravida > di 34 settimane, come da indicazioni del piano Fazio, con professionalità e con spazi dedicati, ciò attraverso una puntuale selezione del rischio fatta alla presa in carico della stessa,
La partoriente ha riservatezza e tranquillità attivando la possibilità di scegliere il modo di partorire con assistenza one to one da parte delle ostetriche.
Garantita la disponibilità di emotrasfusione in loco avendo attivato procedure condivise con il CT di Chieti innovative e con risparmio economico
Nel presidio di Ortona è garantita l’effettuazione di esami di laboratorio e diagnostica per immagini oltre a garantire l’assistenza sub-intensiva tramite percorsi condivisi con gli anestesisti.
Sono presenti sale travaglio secondo gli standard richiesti dalle linee guida della ISPESL e dal Piano Fazio, e importante criterio di sicurezza, Ortona è uno di quei pochissimi punti nascita che dispone di sala operatoria dedicata alla emergenza ostetrica, sempre pronta e disponibile H/24 all’interno del blocco parto, adiacente e limitrofa alla sala parto senza l’utilizzo di corridoi o ascensori non dedicati che, potrebbero mettere a rischio la sicurezza della madre e del neonato come accade in altri punti nascita.
Il punto nascita di Ortona è collegato, con percorsi organizzati e condivisi, con la terapia intensiva di Chieti, Lanciano e Vasto riuscendo a garantire lo STAM (il trasporto materno protetto) che in verità nell’ UO risulta essere di numeri irrisori proprio per quella attenta selezione del rischio iniziale che permette di far partorire la donna nel posto giusto per se stessa e per il nascituro.
Gli standard di sicurezza previsti da Ministero sul Punto Nascita di Ortona sono presenti tutti così come gli standard tecnologici, inoltre a Ortona, primo nella Asl, sono stati attivati all’interno della sala parto farmaci e presidi per le emergenze ostetriche, un carrello per le emergenze ostetrichema sempre pronto e disponibile all’interno della sala parto, procedure scritte e visibili e condivise per il percorso assistenziale della gravida dalla presa in carico alla dimissione.
In realtà quindi sui 54 punti di requisiti richiesti , solo a 3 Ortona non risponde positivamente inerenti l’applicazione della parto analgesia, che di fatto è stata più volte richiesta da Ortona ma sempre negata dalle scelte aziendali, la presenza di 1 solo elettrocardiografo al posto di due e l'assenza di un adeguato numero di pediatri per attivare H/24.
«Chiediamo quindi, alla luce di queste considerazioni tecniche, che si rivedano le scelte che sacrificano il punto nascita di Ortona,e che farebbe venir meno le scelte aziendali fatte negli ultimi anni che hanno sempre identificato il presidio ospedaliero di Ortona come il punto di riferimento per le donne, l’Ospedale delle donne. Il Punto Nascita/Ginecologia, Seno-Chirurgia e la UO di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), più volte definiti dalle autorità competenti centri di eccellenza, rappresentano una sicurezza per le donne del territorio, un punto di riferimento a cui rivolgersi, con la chiusura del punto nascita non solo si vanificherebbe il lavoro di questi anni ma soprattutto non si terrebbero in debita considerazione le vere esigenze delle donne, verso cui noi abbiamo una responsabilità precisa».

