Si è svolto a Chieti il convegno "Autismo, Relazione e Progetti di Vita", promosso da Autismo Abruzzo APS insieme a Liberi Oltre le Illusioni, ospitato dall'Università "G. d'Annunzio" presso il Polo Didattico della Facoltà di Lettere. Un appuntamento molto partecipato, che ha visto il coinvolgimento di istituzioni, operatori e numerosi studenti del Corso di Laurea in Servizio Sociale.
È stata un'occasione di confronto autentico, attraversata da interventi sentiti e da una partecipazione attenta. Per molte famiglie presenti, soprattutto genitori, è stato anche un momento di speranza concreta: la prospettiva di poter finalmente replicare in Abruzzo esperienze e modelli già sperimentati con successo in altri territori.
CHIETI, 8 aprile 2026 – Non bastano i tetti di spesa, non bastano le delibere scritte negli uffici regionali. Per una persona autistica e per la sua famiglia, la vita non è una voce di bilancio: è un percorso quotidiano che chiede dignità , ascolto e una visione che guardi lontano.
È questo il messaggio forte emerso nel corso della giornata. Il convegno non è stato solo un momento di approfondimento, ma una presa di posizione chiara.
«Parlare di Progetto di Vita significa cambiare sguardo: non più un problema da gestire, ma una persona da accompagnare, con i suoi diritti, le sue aspirazioni, il suo futuro. Ogni ragazzo, ogni adulto che oggi rischia di restare ai margini, deve poter immaginare un domani diverso» sottolinea Dario Verzulli, Presidente di Autismo Abruzzo.
Dopo il saluto del prorettore Carmine Catenacci, il Direttore Generale Paolo Esposito ha portato esperienze europee sull'inserimento lavorativo delle persone autistiche. Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, ha ribadito l'urgenza di strumenti concreti per costruire progetti di vita reali, vicini alle famiglie, spesso lasciate sole.
Il Difensore Civico Regionale, Umberto Di Primio, ha richiamato il valore della relazione come primo spazio di inclusione, ricordando il lavoro svolto negli ultimi anni per raccogliere le istanze di cittadini e associazioni e tradurle in attenzione istituzionale. Significativo anche l'intervento della dott.ssa Antonella Luciani, in rappresentanza del Comitato Pari Opportunità , che ha evidenziato il vuoto che spesso si crea al raggiungimento della maggiore età .
Molto apprezzato l'intervento dell'Assessore regionale alla Sanità , Nicoletta Verì, che ha ricostruito i passi avanti compiuti dall'Abruzzo verso modelli di intervento più strutturati, sottolineando il ruolo fondamentale del terzo settore e delle associazioni di genitori come stimolo al cambiamento.
Il prof. Mirco Fasolo, direttore del centro U'Da LAB, ha offerto un contributo scientifico chiaro e accessibile, illustrando la complessità dello spettro autistico anche alla luce delle più recenti evidenze genetiche.
Tra i momenti più intensi, la proiezione del docufilm "Portret Vladyka", che ha dato voce e volto a una storia concreta: quella di Vladic, arrivato dall'orfanotrofio di Mariupol a Vasto e poi a L'Aquila. Un percorso difficile che dimostra quanto il lavoro di rete e la collaborazione tra istituzioni possano davvero costruire un progetto di vita.
Resta però aperto il confronto con la politica regionale. Autismo Abruzzo ribadisce che la programmazione dei servizi non può fermarsi a logiche di contenimento dei costi: la dignità delle persone non può dipendere da un tetto di spesa. L'Abruzzo, già punto di riferimento per qualità e quantità degli interventi anche grazie alla DGR 360/2019, è chiamato oggi a fare un passo ulteriore, soprattutto sul fronte dei servizi per l'età adulta.
Dall'Aula 04 del Polo Didattico arriva una richiesta precisa: istituire un tavolo di lavoro permanente che metta al centro le persone, non solo i numeri. Perché l'autismo non può aspettare i tempi della burocrazia.
Un ringraziamento particolare al prof. Roberto Veraldi e al suo staff per il supporto all'organizzazione dell'evento. Fondamentale il coinvolgimento degli studenti, futuri assistenti sociali e psicologi, chiamati a sviluppare sensibilità e capacità di ascolto, strumenti indispensabili per accompagnare le famiglie.
Grazie agli operatori e a tutte le famiglie presenti.
Il progetto di vita di Vladic oggi è realtà , grazie a relazioni solide e a una comunità che ha saputo farsi carico della sua storia. L'auspicio è che questo non resti un caso isolato, ma diventi una possibilità concreta per tutti. Perché l'autismo non è un mondo a parte: è parte del nostro mondo.

