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L'energia delle idee in gabbia: intervista all'artista Erica Cociancich

La pittrice triestina, tra i protagonisti dello ZooArt di Ortona, racconta il suo percorso di artista emergente

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Una chiacchierata tra la forza dell'arte “in gabbia”, la sua importanza sociale e l'energia dei pittori emergenti con l'esplosione delle loro idee, in un delicato momento di crisi collettiva e culturale come il nostro.

Ortona Notizie.net incontra Erica Cociancich, artista triestina, fervida sostenitrice dello spazio di pittura e innovativi linguaggi visivi dello ZooArt di Ortona  “Sono spazi attivi, non solo vetrine, alla portata di tutti e per tutti” ed espositrice nella nona e decima edizione della manifestazione.

Marianna: «Ciao Erica, innanzitutto ti ringrazio per aver accettato il mio invito. Sul tuo sito personale scrivi di te: -feroce osservatrice,creativa, donna, madre, figlia, fragile guerriera- Quanto c'è di tutto questo nella tua arte?»

Erica: «Direi tutto. Quello che faccio e' solo un'altra modalità d'espressione di me, del mio essere.»

M.: «Qual è la tecnica con la quale riesci ad esprimere al meglio il tuo senso artistico e il tuo mondo interiore?»

E.: «Amo molto la pittura ad olio, perché la possibilità di "manipolare" il colore a lungo, riprenderlo, rivoluzionarlo all'occorrenza o "coccolarlo" rispecchia bene il mio esser sempre in cerca, la mia inclinazione all'analisi al pensiero che vaga, diciamo all'esser sempre in viaggio verso una meta che più o meno coscientemente so non riterrò di raggiunger mai. Purtroppo per tempi e spazi da dedicarvi e' allo stesso tempo la tecnica che meno uso.
A bilanciare questo "vagare senza meta" da un po' mi piace dedicarmi al disegno essenziale e lineare, alla sintesi con china o vino rosso.
»

M.: «Sei una delle artiste "in gabbia" dello ZooArt di Ortona, come e quando e' nato il tuo rapporto con la nostra città e con questa manifestazione in particolare?»

E.: «Dunque la scoperta dell'evento ZooArt e' avvenuta lo scorso anno con la partecipazione nell'edizione 2014 assieme al gruppo Assopuntoniente Collanteartistico di cui faccio parte a Trieste, per merito di uno dei nostri esponenti, Simone Zola che ha preso i contatti ed intrapreso conoscenza con le maestranze dello ZooArt. Quest'anno si e' rinnovata la nostra partecipazione ed ho avuto il piacere di venire di persona a portare ed esporre un po' dei miei lavori e scoprire le bellezze di Ortona.»

M.: «A questo proposito, cosa ne pensi della realtà artistica ortonese?»

E.: «Per dar un mio giudizio sulla realtà artistica di Ortona non credo di averne una completa ed adeguata conoscenza, mi limito alla mia piccola esperienza e senza dubbio mi sento di affermare che si percepisce la vitalità e la voglia di fare, il progetto dello ZooArt lo considero una "ricchezza sociale" non indifferente.»

M.: «Restando in tema di "ricchezza sociale" è indubbio che l'arte contribuisca a far evolvere ed arricchire dal punto di vista umano e culturale una società ,quanto sono importanti per questo arricchimento spazi espositivi come lo ZooArt ?»

E.: «Essenziali direi, sia per chi si espone sia per il pubblico fruitore. Sono spazi attivi, non solo vetrine , alla portata di tutti e per tutti. In un panorama poi dove accanto ai circuiti ufficiali dell'arte nascono come funghi e vi si mescolano business d' esposizioni, pubblicazioni, premi e quant'altro dove "acquistando" il servizio chiunque “può”, e' ancora più importante che ci siano modi luoghi che stimolino l'osservazione, la curiosità, la sensibilità e socialità disinteressata delle persone»

M.: «Erica, ti ringrazio per la piacevole chiacchierata,prima di lasciarti un'altra breve domanda;in un periodo di crisi come il nostro quanto pensi sia importante la forza creativa degli artisti, in particolare emergenti come te e cosa ti auguri per il futuro dell'arte?»

E.: «Grazie a te Marianna. Non so quantificarne l'importanza, crisi o no l'espressività artistica io la ritengo un'inclinazione umana indispensabile e dunque per il futuro io mi augurerei che l'arte venisse ad assumere per le persone un ruolo naturale di valore. Mi auguro più spazi e possibilità per praticarla ed usufruirne, per educarci all'attenzione.»

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