Non è una novità, Ortona, città a rischio idrogeologico. Basta guardarla dal molo sud per rendersi conto che il paese sorge su una “collinetta” argillosa inzuppata come un savoiardo affogato nel latte, a 72 metri sul livello del mare.
Recentemente, il nostro Comune ha partecipato a un importante incontro, promosso dal governatore della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, insieme ad altre municipalità della Provincia di Chieti, sulle criticità dei rispettivi territori, soprattutto sul tema del rischio idrogeologico.
Si è svolta una fase conoscitiva di queste problematiche per impiantare “un sistema di rilevazione e di mitigazione del rischio idrogeologico”. Per il comune di Ortona, sono andati alla riunione il vice-sindaco Roberto Serafini e il responsabile dell'ufficio tecnico del comune.
Secondo il report preparato dall'amministrazione comunale, con il supporto della componente tecnica, l'attenzione maggiore va rivolta alla zona 5: Ortona zona centro abitato.
“A seguito della instabilità del colle su cui sorge, il Castello Aragonese, simbolo della città, ha subito numerosi crolli e delle quattro torri originarie, oggi ne restano solo tre”, si legge nella relazione, “nel dicembre 2013, si sono verificati vari smottamenti del terreno arenario a piccolo sul mare, con ulteriore crollo di muratura della cinta nord est del castello. L'area è classificata R3 a rischio idrogeologico elevato. La necessità di un immediato intervento”, continua, “di risanamento idrogeologico e stabilizzazione del versante, è dettata dal concreto pericolo di ulteriori ed irreparabili crolli murari alle strutture del Castello e la perdita del monumento storico nazionale di inestimabile valore. L'intervento di risanamento idrogeologico si completa con la messa in sicurezza della attigua Passeggiata-Belvedere Orientale soggetta a frane anche di catastrofiche dimensioni. Per questo intervento, si è stimato un importo necessario di circa un milione di euro”.
Altra zona particolarmente soggetta a dissesto idrogeologico è il Colle Costantinopoli-Saraceni, densamente popolato, che “è stato già interessato da opere di sensibilizzazione e risanamento idrogeologico, che però non hanno interessato l'intero versante, con particolare riguardo alla zona a sud verso il torrente Saraceni, perciò permangono le condizioni di rischio molto elevato. Ci vuole ancora un milione e 200mila euro per rendere l'area più sicura”.
Altre zone da tenere sotto controllo in periferia: Foro-Stazione di Tollo, Arielli-Riccio, Colombo-Cristo Re, Ripari di Giobbe, Ripari (Bardella) e Santa Lucia. La speranza è che il territorio venga maggiormente monitorato dalla Regione.

