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Tommaso Cieri: la riadozione del piano regolatore è l’atto finale di un fallimento annunciato

| di Paolo Di Deo
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Con una enfasi che ha dell’incredibile l’Amministrazione D’Ottavio/Coletti annuncia che nel prossimo Consiglio Comunale, che si terrà il 13.1.2017 alle ore 16,00, verrà discussa ed approvata la delibera con la quale si “Approva la revisione, integrazione ed aggiornamento della strumento urbanistico adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2007”, in buona sostanza si riadotta il piano regolatore già adottato nel 2007 modificandolo.

Con l’approvazione di questo atto, ove dovesse accadere, l’Amministrazione Comunale certifica di aver fatto pagare a centinaia di famiglie Ortonesi migliaia e migliaia di euro (si stimano le entrate per il Comune in circa sei milioni di euro), per niente, sono state riscosse tasse per l’esercizio di diritti che mai si sarebbero potuti e si possono esercitare.

Terreni che sarebbero potuti diventare edificabili ed altri che già loro erano, dopo anni di pesanti tassazione, si vedono ora cambiare la loro destinazione urbanistica, con il depauperamento che ne consegue e senza che essi possano essere risarciti in alcuna maniera.

Peraltro tale atto, di cui si avanzano anche forti perplessità in ordine alla sua legittimità, (infatti esso risulta affetto anche da gravi anomalie di legalità) sembrerebbe proprio la conclusione di una azione proprio preordinata al mantenimento di tali riscossioni, tenendo in piedi un atto impositivo (l’adozione del 2017) però modificandolo strutturalmente.

Oltre al danno economico va anche considerata la assoluta mancanza di responsabilità politica di questa Amministrazione che non è neanche riuscita a munirsi di uno strumento di programmazione urbanistico proprio, assumendosi le responsabilità di chi decide secondo il proprio programma, il proprio progetto la propria idea di città.

Questo atto scopiazzato, per la cui redazione però ci sono voluti ben cinque anni, segna l’atto finale di un fallimento annunciato, dopo il disastro finanziario (debiti su debiti), il disastro nelle organizzazione dei servizi (gestione Ecolan), la cattiva gestione della sanità (ospedale) la pessima gestione delle problematiche rilevanti (escavazione porto, ecc), la inesistente gestione dei lavori pubblici, la inadeguata gestione dei contenziosi/crediti (SASI, COGAS ecc), arriva anche il fallimento della programmazione urbanistica del territorio, con una idea di città senza futuro senza sviluppo e con l’aggravio di inutili tasse.

c.s. Consigliere Comunale Tommaso Cieri

Paolo Di Deo

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