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Mensa di Solidarietà, un sistema di buoni spendibili anche in generi alimentari

Seccia e Cocciola: «Un connubio corretto tra commercio ed attività sociale»

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In relazione alla variazione di bilancio approvata dalla Giunta Municipale con delibera n. 232 del 5 novembre scorso, con cui sono state apportate modifiche alla spesa della Mensa di Solidarietà con un incremento di 27.000 euro, portando così la spesa complessiva a circa 170.000 euro annui, il Gruppo Consiliare “Ortona Bene Comune” rileva quanto segue. 

Condividiamo la necessità di dare aiuto alle famiglie in difficoltà attraverso un sostegno concreto qual è il garantire un pasto giornaliero, tuttavia pensiamo che si possa intervenire, a parità di spesa, con metodi che ampliano la platea dei beneficiari anche non direttamente coinvolti in situazioni di disagio, con una migliore ricaduta economica o, se vogliamo, di recupero sul territorio. 

Pertanto, suggeriamo una riflessione che integri il sistema della “Mensa di Solidarietà” con l’utilizzo di detti “buoni” spendibili anche presso attività commerciali convenzionate, sempre a fini alimentari

Il concetto di base è che la mensa di solidarietà oggi prevede un ticket di euro 4,20 (a seconda del valore ISEE) a pasto, dunque riteniamo che tale somma possa essere utilizzata anche per acquistare beni di prima necessità in locali convenzionati (attraverso un bando ed albo pubblico) per consentire agli utenti di programmarsi la spesa (es. non solo un pasto al giorno ma grazie a tale sistema la famiglia in disagio – normalmente la situazione di crisi non interessa solo la singola persona ma attraversa l’intero nucleo familiare - potrà acquistare latte, pasta, ecc…. così da condurre una vita più dignitosa e piena rispetto a quella che oggi offriamo con la semplice partecipazione, per quanto di alta qualità, ad una mensa, metodo quello attuale che di fatto, oltretutto, garantisce solo un pasto giornaliero e quindi non consente di avere una cena o una colazione, risultando pertanto non efficiente ed efficace). S’intende che chi non ha un luogo o i mezzi per provvedere a cucinarsi i beni così acquistati, potrà sempre usufruire del pasto della mensa di solidarietà con il medesimo buono.

Si diceva della ricaduta utile sul territorio, ebbene, con tale metodo anche i negozianti di Ortona, e perché no, i ristoratori che vorranno aderire al progetto, beneficeranno di detta somma attraverso la vendita diretta dei loro prodotti, facendo dunque rimanere sul territorio le cifre stanziate. Un connubio corretto tra commercio ed attività sociale. 

Tale sistema potrà altresì essere utilizzato per le borse lavoro, ovvero, agganciare detto istituto a progetti concreti e focalizzati (come di fatto avviene ma in questo caso ci riferiamo ad interventi massicci su un problema di volta in volta) a seconda delle esigenze del momento (es.: avviare borse lavoro per la pulizia del verde pubblico, per la sistemazione dei plessi pubblici, manutenzione dell’arredo urbano, attività sociali, ecc.) coordinati dai dirigenti di settore. 

Quanto esposto, sarà proposto con un nostro intervento consiliare in sede di ratifica della variazione di bilancio.

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