Ortona Notizie pubblica integralmente la lettera degli ex consiglieri comunali del PD, Enzo Tucci e Claudio Montebello.
Siamo fuori del Consiglio ma non dalla vita politica. Questo abbiamo detto all’atto delle nostre dimissioni da consiglieri comunali e continuiamo nell’impegno politico per dovere nei confronti della nostra città.
La crisi ultima, con la nomina di una “Giunta del Sindaco”, pone delle domande alle quali sentiamo di dover rispondere anche noi. Con questa crisi si può trovare la soluzione ai problemi di governabilità di questa città? Il “colpo di mano” del Sindaco, riesce a dare risposta a quei problemi anche da noi sollevati diciotto mesi fa?
Forse si, ma la risposta a queste domande, secondo noi, sta nella capacità del PD di affrontare i problemi in modo unitario, cioè, con un partito unito. Tenendo presente che il PD è l’unico partito che può farsi carico dei problemi di questa città e nessun altro (ad oggi) può assumere questo compito.
La città, che da tempo aspetta il cambiamento, è stata costretta a sopportare oltre la crisi economica anche due anni di immobilismo amministrativo, manifestato nella sostanziale incapacità a determinare un cambiamento. Sbaglia, però, chi oggi pensa di approfittare della crisi di Giunta per andare alla “resa dei conti”. Il partito cresce e si potrà dare vita al cambiamento solo se si è in grado di lavorare insieme su un programma e una visione progettuale unitaria dello sviluppo di questa città.
I problemi di rapporti personali, i sogni e le ambizioni dei singoli, non possono e non devono riguardare il PD. Il partito ha delle responsabilità nei confronti della città ed è solo a questa che deve orientare il proprio agire.
Condividiamo la scelta della maggioranza del partito che ha appoggiato la nuova Giunta D’Ottavio (seppur dall’esterno). Il risultato però avrebbe avuto maggiore valore e significato se la decisione fosse stata unanime, dell’intero partito, perché ripetiamo è solo l’unità che può ridare significato politico anche all’azione amministrativa. A questo punto ci auguriamo che, chi si è voluto distinguere nella conta, lo abbia fatto senza secondi fini, anche se questo non cancella un grave errore politico.
Vorremmo, inoltre, ricordare che i sottoscritti dopo aver sollevato una lunga discussione sulla gestione amministrativa del Comune, hanno preferito dimettersi dal Consiglio Comunale proprio a salvaguardia dell’unità e della dignità, oltre che personale, anche del partito.
I sottoscritti, infatti, hanno evidenziato lungamente la loro divergenza rispetto al modo di amministrare, richiamando più volte, anche attraverso documenti e interventi pubblici, i problemi veri. Non è pensabile gestire la macchina amministrativa come tanti “centri di potere” dove ciascun assessore o consigliere, coltiva le proprie misere ambizioni, senza alcun controllo o raccordo con la comunità politica.
Dunque, non è sulla diversa visione dei problemi che si è bloccata l’azione amministrativa, come qualcuno vuol far intendere, ma sulla mancata discussione, sul non coinvolgimento di tutte le componenti, che si è creata la paralisi. Quello su cui abbiamo richiamato l’attenzione fin dall’inizio e non ha trovato ascolto, ne da parte del Sindaco e del suo Vice, ne da parte delle altre componenti la Giunta e del Capogruppo in Consiglio.
Questi, dunque, i problemi: assenza di coordinamento e mancato coinvolgimento del gruppo consiliare e del partito. Senza collegialità e partecipazione democratica alle scelte, non si può dare soluzione ai problemi e quando si è voluto imporre una soluzione non concordata, non condivisa, si è creato automaticamente malcontento e divisione, quindi la “paralisi amministrativa” e, così, si sono bruciati nella polemica politica due consiglieri comunali e sette assessori e determinato una condizione di crisi permanente.
Sulla base di una richiesta di fiducia, motivata da una esigenza di cambiamento, espressa dal Sindaco, e su un programma amministrativo di fine legislatura rinnovato, chiaro e condiviso dal partito, ci si può impegnare in un nuovo patto, ma alla base occorre ci sia lealtà e spirito di servizio e ogni velleità personale non deve trovare appoggio, così come deve essere impedito ogni comportamento clientelare, sia da parte di esponenti del partito che dei rappresentanti le altre forze di maggioranza.
Questa nuova fase offre una nuova opportunità, a ciascuno e al partito nel suo complesso, per dimostrare capacità e attaccamento al partito e alla città. Dai comportamenti conseguenti, e dai risultati ottenuti, si potranno distinguere il merito e i meritevoli, confidando molto nella capacità e nell’impegno dei giovani, così da determinare un rinnovamento vero del gruppo dirigente.
Claudio Montebello e Enzo Tucci

