Il Consiglio regionale ha approvato l’emendamento presentato dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini alla legge urbanistica regionale 58/2023, sbloccando in tutto l’Abruzzo le pratiche edilizie sugli edifici rurali esistenti che, da settimane, risultavano di fatto paralizzate. La modifica introdotta dalla maggioranza di centrodestra a dicembre aveva prodotto un effetto immediato e pesante sugli uffici tecnici comunali: molti interventi, anche di semplice manutenzione, erano diventati impossibili per i proprietari non coltivatori diretti.
«È bastata una parola scritta male per creare un problema enorme – dichiara la consigliera regionale Erika Alessandrini – Persone che volevano rifare il tetto della casa dei genitori, mettere in sicurezza un immobile ereditato o sistemare gli impianti non potevano più farlo. I Comuni non sapevano come procedere e le famiglie si sono ritrovate con abitazioni di fatto inutilizzabili».
Il termine “esclusivamente”, inserito nel comma 4 dell’articolo 58, collegava gli interventi sugli edifici esistenti alla sola regolarizzazione edilizia, escludendo persino la manutenzione ordinaria. Con l’emendamento approvato viene chiarito il quadro normativo e che le sanatorie sono ricondotte alla procedura prevista dall’articolo 36-bis del DPR 380/2001, riallineando la legge regionale alla normativa nazionale.
«Abbiamo ripristinato la legalità amministrativa – prosegue Alessandrini – Una legge regionale non può impedire ai cittadini di mantenere in sicurezza la propria casa né mettere in difficoltà gli uffici tecnici comunali. Questo è esattamente il contrario della semplificazione che la politica dovrebbe garantire».
Per la consigliera del Movimento 5 Stelle, l’episodio evidenzia problemi più ampi nella nuova legge urbanistica regionale. «Questa vicenda torna a mettere in evidenza quanto quella legge sia stata scritta in fretta e senza ascoltare territori e professionisti. Stiamo ricevendo segnalazioni continue da tecnici e amministrazioni locali e stiamo già lavorando su ulteriori correttivi».
Particolare preoccupazione riguarda il regolamento sui cosiddetti “Progetti di Sviluppo”, appena arrivato in Commissione. «Così com’è – avverte – rischia di diventare un vero portone aperto alla cementificazione in zona agricola. Da una parte la destra parla di stop al consumo di suolo, dall’altra introduce strumenti che lo favoriscono».

