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Una storia di solitudine, emarginazione e scarsa sensibilità

Una delle tante storie di sofferenza che spesso sono taciute

Redazione
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Qualche giorno fa un ortonese ha avuto un episodio delirante in cui ha messo a rischio la propria incolumità e quella dei passanti a causa del disagio psichico di cui era vittima da molti anni. Abbiamo incontrato alcune persone che lo conoscevano. Ci hanno spiegato la storia umana di sofferenza che potrebbe aver portato l'uomo a cadere vittima dello stato di disagio in cui versa.

Molte persone, prima che accadessero i pesanti fatti che avrebbero gravato sulle sue condizioni psichiche, lo ricordano come una persona rassicurante e gradevole. Inoltre precisano che tutt'ora, nonostante il disagio, sarebbe una persona niente affatto pericolosa se non fosse per gli stimoli forti che qualche volta gli venivano rivolti dalla popolazione meno sensibile. I motivi del disagio, forse, andrebbero ricercati nell'emarginazione. Alla quale, come ci riferiscono, cercava di porre rimedio attirando l'attenzione di chi aveva attorno.

Un'esistenza, la sua, segnata da momenti avversi e di intensa sofferenza. Ingiustamente accusato di reati che non aveva comesso, fu dimostrato innocente al di sopra di ogni dubbio, tanto da ricevere un risarcimento che, però, non alleggerì le conseguenze del lungo calvario giudiziario. Seguirono la perdita del padre in tragiche circostanze e la morte della madre. Secondo coloro che lo conoscono, quel travagliato periodo di vita all'insegna della più totale solitudine potrebbe essere stato all'origine del disagio. I primi atti inconsulti e tentativi di porre rimedio alla propria sofferenza risalgono proprio a quel periodo. Molti  in città conoscevano la sua storia personale ma, nonostante ciò, spesso l'uomo non incontrava la sensibilità e la comprensione altrui, risultando a volte in momenti di crisi.

Al di là della vicenda umana, che è solo una delle tante storie di sofferenza che spesso passano tacite, vale la pena porsi molti interrogativi. Come aiutare concretamente le persone che vivono in situazioni di disagio, emarginazione e solitudine? Se esistono già dispositivi e provvedimenti a loro favore, cosa potrebbe non aver funzionato? Oppure, come si potrebbero rendere più accessibili o fruibili?

Ma, soprattutto, come si chiedono i conoscenti dell'uomo, cosa si potrebbe fare per sensibilizzare i cittadini al fine di una migliore convivenza?

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