Anche Ortona vuole dare la cittadinanza onoraria ai minori di origine non italiana nati in Italia. Si tratta di uno ius soli puramente simbolico, che però come nei tanti altri comuni che hanno fatto la stessa scelta, vuole essere un ulteriore stimolo a cambiare davvero le regole per diventare cittadini italiani.
La proposta parte dall’Assessorato alle Politiche sociali, in stretta collaborazione con il Centro Servizi immigrati/Centro di promozione interculturale del Comune di Ortona, a seguito di un lungo percorso di sensibilizzazione e promozione dei diritti dell’infanzia e finalizzato a favorire l’inclusione sociale, la coeducazione e il dialogo interculturale nella nostra città.
«Siamo tra i primi comuni in Abruzzo a proporre questo tipo di iniziativa – spiega l’assessore alle Politiche sociali Gianluca Coletti – La Giunta Comunale si è espressa favorevolmente e ha proposto al Consiglio comunale di condividere tale iniziativa, organizzando un evento annuale di consegna degli attestati di cittadinanza onoraria ai bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri. Si tratta di un gesto che non ha valore legale, ma possiede un alto valore simbolico stabilendo che tutti i bambini sono cittadini, a prescindere dalla provenienza. Sono bambini e ragazzi che nascono nel nostro paese, frequentano le nostre scuole, vivono nelle nostre città e all’età di 18 anni diventano cittadini italiani a tutti gli effetti.
La cerimonia – conclude l’assessore Gianluca Coletti – verrà organizzata nell’ambito della “Settimana di educazione interculturale”, di cui abbiamo il primato non solo a livello regionale, e a tutti i bambini e ragazzi verrà consegnata una copia della Costituzione Italiana».
Si tratta di un segnale forte, in linea con il recente intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano favorevole all'estensione della cittadinanza ai bambini figli dell'immigrazione.
In Italia sono sempre più numerose le Amministrazioni comunali che hanno deciso di consegnare ai bambini migranti la cittadinanza onoraria prima che compiano 18 anni, l'età nella quale attualmente possono richiedere il passaporto italiano. Milano, Torino, Bologna, Napoli, Pordenone, Crotone, Catanzaro, Perugia, Savona, Arezzo, Cremona, Ferrara, Salerno, La Spezia, Treviso: sono soltanto alcuni degli oltre 160 Comuni che negli ultimi mesi hanno voluto anticipare la riforma della legge sulla cittadinanza stabilendo che tutti i bambini sono cittadini, a prescindere dalla provenienza.
Secondo i dati forniti dal Centro servizi immigrati di Ortona, il 60% dei minori stranieri residenti in Ortona è nato in Italia. Eppure secondo la legge questi ragazzi che parlano perfettamente l'italiano e si sentono italiani rimangono stranieri fino ai 18 anni, e spesso anche oltre.

