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"Bilancio di previsione 2013 poco attento al sociale"

L'intervento del consigliere comunale di "Uniti per Ortona", Tommaso Cieri.

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 Il capo Gruppo Consiliare Tommaso Cieri

     Nel comune modo di pensare, da una Amministrazione che si dice di Centro Sinistra ci si aspetta che nella programmazione finanziaria amministrativa presti maggiore attenzione e interesse alle problematiche legate al sociale, una maggiore attenzione verso le classi più disagiate, oltrechè una politica di partecipazione, su tali tematiche con strutture del settore.

     Ebbene l’Amministrazione D’Ottavio è riuscita a sfatare anche questo comune modo di pensare, dal bilancio di previsione approvato con delibera del 2 ottobre scorso non si può non rilevare che le scelte non sono proprio orientate nel senso di tutelare le classi più disagiate, infatti in esso bilancio:

- spicca la diminuzione della previsione di spesa relativo alla mensa di solidarietà, per un importo di euro 41.000,00, cosa questa alquanto strana se si considera che ad ogni Consiglio Comunale il consigliere delegato ripete che, il periodo di crisi economica aveva fatto lievitare in maniera esponenziale il numero dei pasti preparati alla mensa di solidarietà;
- è stato diminuito il capitolo di spesa relativo al contributo da erogare alla scuole materne e alle scuole medie, per un importo complessivo di euro 20.000,00, si noti che tale capitolo è relativo alle spese di funzionamento delle scuole, cioè carta igienica  per i bambini, materiale di consumo, cancelleria ecc…;
- è stato ridotto il capitolo di spesa relativo al contributo per rette di ricovero di minori in istituti, capitolo questo quasi azzerato, residuano “solo” euro 3.000,00;
- è stato ridotto il capitolo relativo alle spese per le politiche migratorie, diminuito appunto di euro 4.980,42;
- è stato ridotto di 10.000,00 euro il capitolo relativo ai contributi e sussidi per fini di assistenza e beneficenza.

     Però per converso (tra le altre) è stato finanziato, con euro 10.000,00 il definito centro Antiviolenza, senza però specificare di chi sia la titolarità di questo centro, da chi sia gestito, …….ma non sarebbe stato più logico ed opportuno quel contributo erogarlo a favore della Associazione “Donn’è”, che già svolge quelli funzioni, ed è già operante sul territorio, anziché invece per converso crearne di fatto un doppione.

     Oltre a tali scellerate decisioni si denuncia, una totale assenza di partecipazione alle scelte sopra dette, della “Consulta Comunale della Associazioni e delle Organizzazioni di Volontariato”, la quale istituita da questa Amministrazione con delibera del 28.1.2013, ha tra le sue finalità ed obiettivi proprio quello di partecipare, con funzione consultiva alla fase di predisposizione dei bilanci di previsione dell’ente comune in riferimento a specifici obiettivi (art. 2), ebbene nonostante tali compito specifico, (riconosciuto e voluto da questa Amministrazione) esso è stato completamento ignorato dall’Amministrazione, ne peraltro risulta che essa si sia attivata in tal senso, pur facendo parte del detto organismo ben due consiglieri di maggioranza (tra i quali anche il Consigliere delegato al Sociale ed ex dissidente).

     Tali atteggiamenti da parte dell’Amministrazione di istituire organi preposti a determinate attività e poi sistematicamente ignorarli non fa che rafforzare l’idea di una amministrazione arrogante e soprattutto cieca alle reali problematiche della città.

     Quei capitoli, in relazione al particolare momento di crisi economica che si sta vivendo, andavano aumentati e non diminuiti, le scelte andavano assunte con l’ausilio e il consiglio di chi quei problemi li vive nella quotidianità quali sono i rappresentanti della Consulta Comunale della Associazioni e delle organizzazioni di Volontariato, e non nel chiuso delle stanze del palazzo Comunale.

     Non vale a giustificare tali gravi manchevolezze le perdurante crisi comunale che di fatto ha paralizzato da mesi l’attività amministrativa, non è giusto che ha pagare sia le classi più disagiate le classi più deboli, peraltro escludendo dalla partecipazione a tali scelte proprio le organizzazioni poste a tutela di tali classi disagiate.

Tommaso Cieri

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