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Un muro che "ingabbia" gli operatori portuali di Ortona

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Gli operatori portuali di Ortona dicono NO al muro di recinzione che “correrà” lungo  via Cervana, a pochi passi dalle loro attività industriali. 

Un provvedimento mirato a mettere in sicurezza le aree portuali, ma a quanto pare non condiviso con gli operatori stessi. E intanto il cantiere è partito e un piccolo tratto di muro in cemento armato è stato già realizzato. 

Quali sono le motivazioni della protesta? La recinzione di fatto chiuderà gli accessi da via Cervana ai capannoni aziendali, perciò i dipendenti delle società e i mezzi dovranno quindi accedere agli stabilimenti dalla retrostante banchina intralciando cosi l’operatività delle aree. Oltretutto, si ridurrebbe dello spazio prezioso per lo stoccaggio delle merci. 

Si è tenuta, alcuni giorni fa, in Comune una riunione tra gli operatori portuali e gli amministratori della città. La riunione si è chiusa con l'impegno da parte del sindaco Vincenzo D'Ottavio di farsi portavoce del problema degli imprenditori presso le sedi e le autorità competenti. A tal proposito, il primo cittadino ha inviato un telegramma al Prefetto di Chieti e al Comandante di porto, in cui si chiede l’immediata sospensione dei lavori e la convocazione di un tavolo in prefettura per risolvere il problema. 

Sull'argomento sono intervenuti alcuni consiglieri comunali di minoranza

“L'amministrazione comunale”, sottolinea il consigliere comunale di opposizione, Tommaso Cieri, “ha rilasciato per ben due volte il parere favorevole all'esecuzione dei lavori per la realizzazione del muro di recinzione e ora resasi conto dei problemi che si arrecheranno alle attività ha fatto marcia indietro. Anziché creare scontri istituzionali su un progetto che è già approvato e operativo, anche con il parere della stessa Amministrazione Comunale, quindi difficilmente annullabile, sarebbe invece opportuno renderlo aderente alle reali esigenze degli operatori portuali, i quali vogliono solamente poter esercitare la loro attività, sarebbe opportuno che l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ATTIVASSE LA PROPRIA STRUTTuRA TECNICA E PROPONESSE UNA VARIANTE AL PROGETTO che preveda appunto ulteriori aperture di varco verso Via Cervana, e in corrispondenza di ogni attività li ubicata. Inutile fare tavoli dove si può solo accertare la leggerezza e l’approssimazione con cui questa Amministrazione ha operato, oltre al danno procurato".

Secondo il consigliere comunale di Forza Ortona, Giulio Napoleone occorre, invece, un’immediata ordinanza di blocco dei lavori: “le premesse giuridiche per fare ciò stanno nel testo unico degli enti locali agli articoli 50 e 54 che conferiscono al sindaco, in qualità di ufficiale del governo, il potere di ordinanze contingibili ed urgenti qualora ci si trovi dinanzi a fatti che rischiano di nuocere all'incolumità pubblica. La soluzione è quindi è un’immediata ordinanza sindacale di sospensione dei lavori indicando un intervallo di tempo adeguato alla ricerca di una soluzione condivisa da tutte le parti”. 

A chiudere, Franco Musa  di Città Nostra: "è scorretto riunire ed illudere gli operatori portuali dopo aver partecipato a 2 conferenze di servizi senza fare una riunione per trovare la sintesi fra le esigenze degli operatori portuali e il resto della città. Ultimo esempio di confusione amministrativa" . 

 

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