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Deposito Costiero ENI Ortona : forte rammarico per i continui rinvii dei lavori di dragaggio ed escavazione dei fondali del porto di Ortona

Le organizzazioni sindacali hanno deciso di richiedere quanto prima un incontro alla nuova amministrazione comunale di Ortona

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Martedì 26 settembre scorso presso il Deposito Costiero R&M di ENI si è svolto un incontro con la Direzione Aziendale del settore downstream, presenti il responsabile della Logistica Italia ed il responsabile HR Hub Sud, in merito alle ventilate ipotesi di cessione delle attivita’ gestite da ENI presso il sito di Ortona a fronte di manifestazione d’interesse avanzata da imprenditori privati finalizzata a rilevare la gestione dei rifornimenti e della distribuzione di prodotti petroliferi afferenti le attuali competenze territoriali del sito ENI di Ortona.

L’incontro sollecitato dalla RSU e dai lavoratori del DECO ha visto la partecipazione della segreteria regionale del Comparto Energia e Petrolio della Femca-Cisl Abruzzo Molise e dei rispettivi segretari regionali di comparto di Uiltec-Uil e Filtec-Cgil.

La Direzione aziendale ha comunicato al momento di non ritenere interessante le offerte pervenute e pur ribadendo che il sito di Ortona resta un polo strategico per le attivita’ di Eni sul corridoio adriatico centro meridionale, la stessa ha espresso forte rammarico per i continui rinvii dei lavori di dragaggio ed escavazione dei fondali del porto di Ortona che potrebbero compromettere gli investimenti previsti per il sito ortonese.

Difatti anche le organizzazioni sindacali preoccupate in tal senso dalla forte diminuzione del traffico dei volumi lavorati presso il terminal portuale Eni c/o la banchina Nord ed il Deposito Costiero di contrada San Pietro, hanno deciso di richiedere quanto prima un incontro alla nuova amministrazione comunale di Ortona affinche’ la stessa si adoperi per scongiurare la perdita dei finanziamenti stanziati per i lavori di dragaggio del Porto di Ortona che attendono ormai di essere cantierati da almeno 2 anni.

I lavori di escavazione garantirebbero difatti l’approdo di navi petroliere di maggior cabotaggio cosi’ da abbattere i costi x tonnellata dei prodotti movimentati dal deposito costiero di Eni e dunque consentendo di mantenere gli attuali livelli occupazionali diretti e/o indotti, stabilizzando di conseguenza anche gli investimenti previsti nei prossimi anni dalla compagnia petrolifera di stato per quanto concerne le attivita’ di manutenzione, sicurezza e sostenibilita’ ambientale del sito ortonese.

Le parti si rincontreranno al fine di monitorare gli sviluppi delle problematiche oggetto dell’incontro  anche a fronte di eventuali iniziative da prendere in considerazione qualora i lavori di dragaggio del Porto di Ortona dovessero slittare ulteriormente.

 

Comunicato S. FEMCA CISL ABRUZZO MOLISE SEGRETERIA COMPARTO ENERGIA

 

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