Chiesto il rinvio del giudizio VIA sull'ampliamento dell'impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti per migliorare il progetto Un sospiro di sollievo per Ortona ma ora la politica faccia chiarezza Il WWF ha sempre contrastato le intenzioni della ECOTEL in difesa del territorio e dei residenti Una richiesta di rinvio al fine di migliorare il progetto: questa, almeno per ora, la conclusione della vicenda ECOTEC, l'azienda che da oltre un anno cerca di raddoppiare o quasi i propri impianti trattamento rifiuti a Ortona.
Una rapida cronistoria: La ECOTEC s.r.l. a febbraio 2016 presenta in Valutazione di Assoggettabilità - un semplice screening- l’ampliamento e potenziamento di un deposito di trattamento e stoccaggio rifiuti con costruzione di un nuovo capannone industriale. L’ampliamento prevede anche un ampliamento della gamma di rifiuti trattati, compresi materiali contenenti sostanze pericolose come amianto, clorofluorocarburi, catrame di carbone, mercurio, piombo, fanghi… L'ipotesi è quella di portare la capacità dell’impianto da 60.000 tonnellate annue a 112.000, attraverso l'inserimento di 68 nuove tipologie di rifiuti dell’elenco dei codici CER autorizzati, di cui 29 classificati come pericolosi. L’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina invia proprie osservazioni di contrarietà a detto deposito, chiedendo sia l'irrecepibilità del progetto per la superficialità riscontrata nel carteggio presentato, sia una più accurata valutazione: un progetto potenzialmente così impattante non può - questa la tesi dell'Associazione - non può che essere valutato con un procedimento più consono come la VIA -Valutazione di Impatto Ambientale-. La ECOTEC ritira il progetto e lo ripresenta a fine 2016 per essere sottoposto appunto alla più stringente Valutazione di Impatto Ambientale-. Il lungo lavoro del WWF che si è avvalso del supporto scientifico di consulenti di tutto riguardo, come il dottore in chimica Massimo Colonna, e della collaborazione del Comitato Ortona Osservatorio Ambiente, delle cantine e dei residenti, ha portato la Commissione di Valutazione ad esprimere parere di rigetto.
La società proponente tenta di contestare tale decisione producendo a sua volta una istanza di riesame, ma il 19 aprile, giorno prima dell’audizione in commissione, chiede ancora una proroga di 30 giorni. Il WWF Zona Frentana e Costa Teatina, era già pronto a presentarsi in audizione in quella che avrebbe dovuto essere la tappa finale, presso la Commissione Regionale di Valutazione di Impatto Ambientale all’Aquila, ma il 26 maggio, tre giorni prima della riunione della commissione, la società ha presentato nuovamente una richiesta di rinvio, questa volta la motivazione però è quella di apportare modifiche al progetto; probabilmente, ci viene da pensare, per la consapevolezza che le previsioni attuali non avrebbero superato la prova. La richiesta di rinvio a fini migliorativi del progetto ci fa certamente tirare un respiro di sollievo, in specie per i residenti costretti a vivere le conseguenze di una pessima pianificazione del territorio, da parte delle giunte comunali che si sono susseguite negli ultimi decenni. Amministrazioni che hanno di fatto ceduto all’assunto che in un'area produttiva si possa fare praticamente di tutto anche se a ridosso di antichi borghi e di ben due bacini idrografici -fosso Riccio e fosso Peticcio- di certa importanza, poiché l’acqua e l’aria sono i beni più preziosi che abbiamo insieme alla salute. La nostra speranza nel pieno della campagna elettorale per eleggere la nuova giunta al comune di Ortona, dove tutti i candidati parlano di ambiente e di sostenibilità, è quella che non sia solo un opera di facciata per vincere le elezioni. Per la zona industriale basterebbero indicazioni precise sui testi pianificatori che indichino senza confusione quale tipo di insediamento sia possibile e quale no, quantomeno nella fascia più vicina all'abitato e alle aree sensibili, una operazione di serietà anche nei confronti delle stesse attività produttive.
Fabrizia Arduini presidente WWF Zona Frentana e Costa Teatina Onlus

