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La Fonte Aball di Villa Deo torna a nuova vita

Gli Amici di Beppe Grillo” Ortona riportano alla luce il lavatoio e la sorgente di Villa Deo

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Il 23 maggio 1942  gli abitanti di Villa Deo e zone limitrofe si erano dati appuntamento a " La fonte Abball ",

tutti in posa per la foto scattata da Don Tommaso DE LUCA,

La sorgente con il lavatoio pubblico costruito nel 1932,  era  anche un  luogo di socializzazione.

L' acqua sorgiva era potabile, le famiglie delle contrade Villa Deo, Tamarete e Villa Grande la frequentavano quotidianamente per lavarvi i panni, abbeverare gli animali, e prendervi l’acqua per la casa.

Successivamente, con l'arrivo dell'acqua potabile nelle case, il suo utilizzo si ridimensinò a  punto di rifornimento per l'acqua da utilizzare per l'irrigazione dei campi, e per la preparazione dell'irrogazione degli anticrittogamici per vigneti della zona.

Con la diffusione dei più comodi  pozzi artesiani  la " peschiera "  è stata completamente abbandonata e per circa 30 anni è stata sommersa da rovi e sterpaglie.

(clicca  sulle foto per vedere com'era prima dei lavori e come è oggi dopo i lavori )

della sorgente era visibile sono il muretto

ed il lavatoio non era più visibile .

 

Domenica 12 marzo 2017  in una giornata di festa e di lavoro per tutti i partecipanti alla manifestazione promossa da “Gli Amici di Beppe Grillo Ortona”, "alla riscoperta della Fonte Abball”, la sorgente,  il lavatoio e l'aera comunale annessa è tornata a nuova vita.

Con una giornata di lavoro

 

sono state riaperte  le vie di accesso all'area,

sono state riportare alla luce  le sorgenti ,

e finalmente è tornata a zampillare l'acqua alla " peschiera ". 

Non meno duro è stato il lavoro per liberare il lavatoio 

e per ripristinare il collegamento idrico dalla "peschiera " al lavatoio .
 

Alla fine il lavatoio è tornato a rivedere la luce 

con grande soddisfazione dei partecipati all'iniziativa 

e dopo 75 anni la "fonte abball ", il cui nome ufficiale è " Fonte Liberti ", è tornato  ad essere  luogo di allegria e  anche cornice per una nuovo foto.

Il lavatoio, una struttura  lunga 8 metri e larga 2 , utilizzata dagli abitanti delle contrade di Villa Deo,Villa Grande e Tamarete, fino agli anni '75/'80, 

forse non  sarà utilizzata per " fare il bucato ", ma  sicuramente  rievocherà tanti bei ricordi .

 

"  Un passato recente, agreste, eppure lontano nella memoria dei nostri nonni, assente in quella dei più giovani.  La manifestazione , snodatasi tra momenti di allegria e di condivisione, lavoro e ricordo, aveva due obiettivi,  - come ribadisce il movimento “Gli Amici di Beppe Grillo” Ortona - :

da un lato la riscoperta e valorizzazione di un manufatto carico della forza del nostro passato recente, rurale, duro, ma anche denso di valori autentici e che ha forgiato gli abitanti delle contrade e della nostra città tutta.

Dall’altro il segnale di non voler più lasciare nemmeno un cm di territorio abbandonato perché per troppo tempo le amministrazioni comunali succedutesi nel corso degli anni hanno mostrato un costante disinteresse, soprattutto verso le contrade che tanto hanno invece dato ad Ortona." 

Tra i partecipanti ed organizzatori Tiziano Torzi, illustrando l'iniziativa ,da subito un nuovo appuntamento a breve.

( clicca sulla foto per vedere direttamente la dichiarazione di Tiziano Torzi )

 

Maria Di Deo ricorda quando il lavatoio era utilizzato dalle donne delle contrade

( clicca sulla foto per vedere direttamente il racconto di Maria Di Deo)

 e Renato Di Deo racconta il suo impegno per il recupero della "  Fonte Abball "alla quale ha dedicato un capitolo del suo libro “ Il giardino Impossibile “

( clicca sulla foto per vedere dirramente il racconto di Renato Di Deo)

 

Il capitolo dedicato a “la Font Abball “ tratto dal libro “ Il giardino Impossibile “ ( diario verde di un poeta zappaterra 1976-2016 )

scritto da Renato Di Deo e che sarà pubblicato a breve

""

Il paradiso

L'Eden non è mai dietro l'angolo, una strada più o meno lunga e difficile conduce ad esso. Metaforicamente, anche al nostro personale Eden, inteso come posto non solo fisico, in cui ci è dato star bene, ci arriviamo dopo tante e difficili esperienze.

Lo stradone in ciottoli scendeva ripido dal borgo in tornanti successivi. In alcuni punti la vegetazione costituiva preziosi appigli per evitare spiacevoli cadute. In piena estate, la discesa si percorreva con paura e trepidazione perchè da un momento all'altro innocue bisce, viste come serpenti velenosissimi, interrompevano l'andare. Il cuore in gola, fermi a scrutare ogni piccolo movimento tra l'erba di fianco, al minimo fruscio... un salto di paura. Lo stallo veniva superato solo dal desiderio di arrivare al di là, dove avremmo incontrato un luogo magico.

Alla fine della discesa, lo stradone si allargava ed era in piano. Era il momento buono per rilassarsi e gustare le more che spuntavano dai tanti cespugli circostanti.

Poco più avanti la vegetazione infittiva e cominciava a sentirsi odore di fresco, oltre alle predominanti querce era costituita da salici, olmi, pioppi, noci, ciliegi: un arboretum variegato, tra erbe rigogliose ed invadenti canneti.

D'un tratto l'aria diventava freschissima, sotto di noi a meno di un centinaio di metri si apriva un luogo da sogno: acqua, prati, acqua, fiori, acqua, frutti, acqua, suoni, acqua, canti, acqua, pace...un'esplosione di sensi in un caleidoscopio di emozioni...immagino fosse così l'Eden primordiale.Il paradiso

L'Eden non è mai dietro l'angolo, una strada più o meno lunga e difficile conduce ad esso. Metaforicamente, anche al nostro personale Eden, inteso come posto non solo fisico, in cui ci è dato star bene, ci arriviamo dopo tante e difficili esperienze.

Lo stradone in ciottoli scendeva ripido dal borgo in tornanti successivi. In alcuni punti la vegetazione costituiva preziosi appigli per evitare spiacevoli cadute. In piena estate, la discesa si percorreva con paura e trepidazione perchè da un momento all'altro innocue bisce, viste come serpenti velenosissimi, interrompevano l'andare. Il cuore in gola, fermi a scrutare ogni piccolo movimento tra l'erba di fianco, al minimo fruscio... un salto di paura. Lo stallo veniva superato solo dal desiderio di arrivare al di là, dove avremmo incontrato un luogo magico.

Alla fine della discesa, lo stradone si allargava ed era in piano. Era il momento buono per rilassarsi e gustare le more che spuntavano dai tanti cespugli circostanti.

Poco più avanti la vegetazione infittiva e cominciava a sentirsi odore di fresco, oltre alle predominanti querce era costituita da salici, olmi, pioppi, noci, ciliegi: un arboretum variegato, tra erbe rigogliose ed invadenti canneti.

D'un tratto l'aria diventava freschissima, sotto di noi a meno di un centinaio di metri si apriva un luogo da sogno: acqua, prati, acqua, fiori, acqua, frutti, acqua, suoni, acqua, canti, acqua, pace...un'esplosione di sensi in un caleidoscopio di emozioni...immagino fosse così l'Eden primordiale.Il paradiso

L'Eden non è mai dietro l'angolo, una strada più o meno lunga e difficile conduce ad esso. Metaforicamente, anche al nostro personale Eden, inteso come posto non solo fisico, in cui ci è dato star bene, ci arriviamo dopo tante e difficili esperienze.

Lo stradone in ciottoli scendeva ripido dal borgo in tornanti successivi. In alcuni punti la vegetazione costituiva preziosi appigli per evitare spiacevoli cadute. In piena estate, la discesa si percorreva con paura e trepidazione perchè da un momento all'altro innocue bisce, viste come serpenti velenosissimi, interrompevano l'andare. Il cuore in gola, fermi a scrutare ogni piccolo movimento tra l'erba di fianco, al minimo fruscio... un salto di paura. Lo stallo veniva superato solo dal desiderio di arrivare al di là, dove avremmo incontrato un luogo magico.

Alla fine della discesa, lo stradone si allargava ed era in piano. Era il momento buono per rilassarsi e gustare le more che spuntavano dai tanti cespugli circostanti.

Poco più avanti la vegetazione infittiva e cominciava a sentirsi odore di fresco, oltre alle predominanti querce era costituita da salici, olmi, pioppi, noci, ciliegi: un arboretum variegato, tra erbe rigogliose ed invadenti canneti.

D'un tratto l'aria diventava freschissima, sotto di noi a meno di un centinaio di metri si apriva un luogo da sogno: acqua, prati, acqua, fiori, acqua, frutti, acqua, suoni, acqua, canti, acqua, pace...un'esplosione di sensi in un caleidoscopio di emozioni...immagino fosse così l'Eden primordiale.

La Fonte Abball  o Fonte Liberti è raggiungibile sia da Villa Deo che da Sant'Elena   

(clicca sulla foto per visualizzare la posizione su google map )

 

 

 

 

 

 

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