Mercoledì 20 luglio siamo andati al Consiglio regionale straordinario che trattava del piano sanitario regionale.
Le opposizioni avevano presentato due ordini del giorno, mentre la maggioranza ne aveva presentato un terzo. Dopo la discussione, il presidente del Consiglio regionale ha messo a votazione il primo ordine del giorno, presentato dai consiglieri di centrodestra che è stato approvato. La delibera chiede la revoca del Piano Sanitario Regionale. Siamo rimasti colpiti dall’atteggiamento passivo dei consiglieri di maggioranza, che non hanno messo in campo nessuna contromisura per difendere il provvedimento, lasciando solo l’assessore Paolucci e rimandando il messaggio che il piano sanitario non sia condiviso dalla coalizione che governa la regione. Particolarmente significative sono state le assenze dello stesso presidente D’Alfonso e di sei consiglieri regionali, tra cui Camillo d’Alessandro.
Nel piano sanitario regionale il presidio ospedaliero di Ortona viene ridotto a semplice supporto di Chieti per interventi programmati, una decisione nefasta, che toglie dignità all'intera comunità . La decisione appare piuttosto grave, considerando che il nostro ospedale funzionava sia nei servizi primari che nei reparti di interventi programmati, con un territorio ampio nell’estensione e negli utenti. Oggi si è costretti a confluire su Chieti, senza che l'assessore alla sanità Silvio Paolucci e il commissario Luciano D'Alfonso si siano preoccupati di adeguare l'ospedale di Chieti che oggi è al collasso. Una politica sanitaria a discapito dei cittadini con un occhio di riguardo alle strutture private.
A questo punto chiediamo al Sindaco di cogliere la palla al balzo e dare seguito alle sue ultime esternazioni, chiedendo con forza che nella revisione del piano sanitario regionale l’ospedale di Ortona riprenda alcuni dei suoi servizi essenziali, quali il pronto soccorso, la ginecologia e ostetricia e il punto nascite.
Quello che ci preme è che venga restituita dignità alla città assicurandole i servizi essenziali anche in virtù della presenza del porto che costituisce indubbiamente un fattore di rischio aggiuntivo.
c.s. dei Consiglieri comunali Leo Castiglione, Franco Musa, Patrizio Marino, Vincenzo Polidori, Carlo E.M. Ricci.

