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LE PISTE CICLOPEDONABILI. BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA. IL TURISMO CHE VERRA'

LE IDEE SPONSORIZZATE DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE POTREBBERO DIVENTARE CERTEZZE.

Attualità
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Tucci Tommaso

Il turismo del futuro, già attuato in molte regioni d'Italia, punta sulle risorse della natura e del suo habitat.

Le bellezze, quasi inesplorate dalle nuove generazioni, potrebbero rappresentare il vero futuro occupazionale, da cui trarne profitto, senza  abbandonare la propria terra per cercare lavoro.

Da circa un decennio, i turisti trascorrono le proprie vacanze in luoghi incontaminati, provvisti di itinerari di qualità, di alloggi, di infrastrutture qualificate ideate per ospitare gli amanti della bicicletta e dei podisti.

 Il turismo in bicicletta, è praticato da moltissime persone, che evadono dalle città metropolitane per godersi un periodo di relax all'aria aperta, negli scenari naturali incantevoli ricchi di storie millenarie.

In questa ottica, ed in attesa che la Regione Abruzzo, faccia piena luce sul futuro del territorio ortonese, riguardo la progettazione del Parco Teatino; gli ambientalisti cercano strade meno tortuose, magari da integrare in seguito alla pista ciclopedonabile più lunga d'Europa.

La strada migliore sarebbe quella di sfruttare l'ex tracciato della linea Ferroviaria Sangritana, ora dismesso e non riutilizzabile, per la percorrenza di mezzi su rotaie, in quanto le traverse, che sostengono i binari, sono quasi tutte in pessimo stato.

L'abbandono e l'usura sono i protagonisti in assoluto del tracciato.

La Regione Abruzzo, proprietaria dell'azienda pubblica Sangritana, dovrebbe investire sul nuovo modo di fare turismo, in modo da accogliere tutte le richieste provenienti dal nord Europa.

L'imput positivo viene amplificato anche dal Presidente dell'Associazione Turistica Bed and Breakast, nonchè responsabile territoriale dell'Associazione Parco della Maiella e della Costa dei Trabocchi, Pasquale Cacciacarne.

"Che favola. Sono favorevolissimo allo sviluppo del turismo sostenibile, dove i protagonisti sarebbero i frutti delle nostre campagne. La pista sull'ex tracciato Sangritana potrebbe realizzarsi in più lotti di stanziamento, con investimenti moderati, restaurando anche le vecchie stazioncine e le casette dei cosidetti "casellandi", quale luogo di ristoro e bicigrill." sottolinea il Presidente Cacciacarne.

Il primo lotto potrebbe avere una rilevanza storica, individuando come terminal la zona dell'ex chiesetta Madonna delle Grazie, situata alle spalle dell'ex Azienda Veta, a pochi metri dalla linea Sangritana.

Una eventualità del genere, permetterebbe di raggiungere a piedi o in bicicletta anche il porto, la spiaggia dei Saraceni, nonchè la stazione delle Ferrovie dello Stato.

La pistaciclopedonabile Mare e Monti si potrebbe ricongiungere ed immettersi su quella del Parco Teatino.

UN SOGNO DA ACCAREZZARE CON MOLTA DETERMINAZIONE, SE VERAMENTE LA CITTA' DI ORTONA VUOLE ABBANDONARE IL RUOLO DI PATTUMIERA D'ABRUZZO.

 

 

 

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Tucci Tommaso

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