Partecipa a Ortona Notizie

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Abruzzo artistico: un ponte tra tradizione e modernità

Come Annalisa promuove l' eredità artistica della nostra regione

Attualità
Condividi su:
Antonietta Pellegrini

Tra le varie forme artistiche regionali, la Presentosa è il tipico gioiello abruzzese indossato dalle donne nei giorni di festa. Il significato del suo nome non è chiaro: molti gli attribuiscono quello di presente, dono; altri quello di fidanzamento, presentazione, mentre alcuni gli rendono il legame alle caratteristiche vanesie tipiche femminili. D'Annunzio ne rende una descrizione nel Trionfo della morte, ma le testimonianze risalgono ai primi del' 800

Il motivo simbolico è il cuore, riprodotto al centro del medaglione, in diverse varianti: cuori uniti, cuore singolo, cuori accompagnati da lacrime o da sangue, da fiamme ardenti oppure uniti da una chiave. Si è diffusa nel tempo la teoria, che vuole attribuire il ciondolo con un solo cuore alle nubili, quello con due cuori alle fidanzate e quello con due cuori con mezzaluna alle maritate. Il monile è uno dei segni tipici e antichi dell'identità abruzzese, che è famosa per la sua inclinazione all'arte, non solo orafa, ma di ogni genere.

Annalisa ne è un esponente grazie a Liberarte, uno spazio dedicato proprio all'arte e all'artigianato abruzzese, in collaborazione con i più grandi nomi del settore: “l’idea  è quella di promuovere e valorizzare la ricchezza artistica della nostra regione Abruzzo. Un progetto, frutto dell’amore per la nostra terra, condiviso con Erika Liberati, la figlia del noto maestro ceramista Giuseppe Liberati, che ha voluto sfidare sia il consumismo di massa, a fronte di un ritorno all’ handmade, sia la valorizzazione del piccolo oggetto e la conoscenza dell’intero processo produttivo dell’artigianato. Rappresenta la bottega artigiana in cui avviene la trasmissione del sapere e l’incontro tra l’artigiano e la sua clientela. La lunga tradizione di manualità e di cura paziente del particolare è arricchita da un preciso significato artistico, oggi sempre più legato a processi di osmosi tra diverse culture artigiane e nuove tecnologie.” afferma Annalisa.

All' interno di una società capitalista, dunque, legata ai processi del mercato e dei suoi concorrenti esteri, l' Abruzzo ritrova la sua identità proprio tramite l' atto artistico. Non è un mistero che ciò succede proprio quando la società inizia ad omologarsi alle altre, una sorta di fac simile, così che gli artisti reagiscono provocando un effetto contrario, per valorizzare la propria ideologia e il proprio territorio. Da questo concetto si sviluppò, durante la Rivoluzione Industriale, il concetto di Sublime artistico di estrazione Romantica. A questa rivalutazione, inoltre, sono legati i molteplici progetti artistici, wokshop, le mostre e i progetti curati dalla stessa Annalisa in quest' ambito e in collaborazione con gli enti di Guardiagrele, Chieti e provincia.

L’amore e la passione per la cultura e le tradizioni di cui sono figlia mi hanno portato in questi mesi a sviluppare, con l’associazione di cui sono presidente Officina D’Arte e in collaborazione con il Comune di Chieti, un progetto di rilancio e valorizzazione del Museo D’Arte Costantino Barbella (Chieti), che ci ha visto impegnati nell’organizzazione di numerose iniziative culturali e mostre d’arte, dando spazio sia ad artisti affermati sia a giovani talenti, toccando diverse forme, dalla pittura, alla scultura alla fotografia. Mi piace definire tutte le attività che organizzo un mix di tradizione e innovazione. Da un lato, c’è l’artigianato artistico abruzzese con le sue ceramiche d’Arte, le sculture della pietra della Majella, la forgiatura del ferro, l’oreficeria tradizionale e, non a caso, Costantino Barbella era uno scultore teatino dell’’800 che ha dedicato la maggior parte della sua produzione artistica all’Abruzzo, con le sue sculture in terracotta che raffigurano e immortalano momenti salienti delle abitudini dei contadini, gente comune, del popolo d’Abruzzo, e dall’altro la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche, la proposta dei giovani talenti.” Un ponte, dunque, tra l' Abruzzo di ieri e di oggi, per quello del domani, moderno, ma basato sulle solide radici artistiche tradizionali. D' altronde una civiltà senza arte non può andare molto lontano, perché sono proprio gli slanci creativi degli uomini a permettere il dischiudersi di nuove realtà e nuovi orizzonti.

Condividi su:
Antonietta Pellegrini

Seguici su Facebook