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Come fanno i casinò online a capire se qualcuno sta barando?

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Chi frequenta piattaforme di gioco online si è probabilmente chiesto, almeno una volta, cosa succede dietro le quinte quando si effettua un deposito, si riscuote una vincita o si apre un nuovo account. I casinò online investono cifre significative in sistemi antifrode, e negli ultimi anni l'intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il modo in cui queste piattaforme identificano i comportamenti sospetti. 

Le frodi più comuni nel gioco online

Il panorama delle frodi nel settore è più vario di quanto si possa pensare: una delle pratiche più diffuse è il cosiddetto bonus abuse: c'è chi apre decine di account diversi sulla stessa piattaforma per riscuotere più volte lo stesso bonus di benvenuto. Poi c'è la collusione, tipica dei tavoli di poker online, dove due o più giocatori si accordano per scambiarsi informazioni sulle proprie carte e alterare l'esito della partita. A queste si aggiungono poi i tentativi di riciclaggio, le frodi sui pagamenti e il furto d'identità, con documenti falsi usati per aprire conti gioco intestati ad altre persone. Tutti fenomeni che riguardano una minoranza degli utenti, ma che costringono gli operatori a costruire sistemi di controllo sempre più sofisticati.

L'intelligenza artificiale che osserva il comportamento

Il salto di qualità nella prevenzione delle frodi è arrivato con l'introduzione di sistemi basati su machine learning che si possono già osservare sui portali disponibili su questo sito. Il principio è relativamente intuitivo: l'algoritmo analizza il comportamento di ogni utente nel tempo e costruisce un profilo di attività "normale". Quando qualcosa si discosta in modo significativo da quel profilo, il sistema genera un alert.

Le variabili monitorate sono decine: la velocità con cui viene completata la registrazione, il dispositivo utilizzato, le abitudini di navigazione, la frequenza delle sessioni di gioco, il rapporto tra quanto si gioca e quanto si chiede di prelevare. Un giocatore che accumula bonus su bonus senza mai variare il proprio schema di gioco, su un dispositivo mai visto prima e con sessioni sempre identiche, ha un profilo statisticamente diverso da chi frequenta la piattaforma con regolarità da mesi.

A questo si aggiunge il device fingerprinting: ogni dispositivo ha caratteristiche uniche che permettono di riconoscerlo. Se lo stesso dispositivo risulta collegato a più account, o se un dispositivo corrisponde a uno già associato ad attività fraudolente, il sistema interviene.

Quando il sistema sbaglia bersaglio

Qui che il discorso si fa interessante per chi gioca in modo legittimo. Nessun sistema antifrode è perfetto, e tutti generano una quota di falsi positivi: può infatti capitare che un giocatore venga bloccato o sottoposto a verifiche aggiuntive per ragioni che non hanno nulla a che fare con una frode: un accesso da una rete Wi-Fi pubblica, la condivisione di un indirizzo IP con un familiare già registrato sulla stessa piattaforma, o, semplicemente, un pattern di gioco che il sistema interpreta come anomalo.

Per chi si trova in questa situazione, la cosa migliore è collaborare con il servizio clienti e fornire la documentazione richiesta. I controlli esistono per tutelare tutti, e nella maggior parte dei casi la verifica si risolve rapidamente. Il punto, semmai, è che la tecnologia antifrode lavora in un equilibrio delicato tra protezione e accessibilità: troppo permissiva e le frodi passano, troppo rigida e a farne le spese sono i giocatori onesti.

Guardato dal lato giusto, un sistema antifrode efficace è una garanzia per chi gioca, non un ostacolo e significa che la piattaforma investe nella sicurezza e che chi cerca di alterare il gioco viene individuato. Per chi gioca, sapere che dall'altra parte c'è un sistema che vigila è, in fondo, una forma di tutela in più.

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