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Gaming e tendenze: perché gli animali sono spesso i grandi protagonisti dei videogiochi?

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Gli animali occupano un ruolo basilare all'interno della cosiddetta narrazione videoludica. Gli sviluppatori scelgono gli animali per vari motivi, molti dei quali di natura narrativa, come avremo modo di approfondire. Gli animali rappresentano veri e propri simboli, incarnano archetipi, guidano le dinamiche di gioco e offrono prospettive diverse da quelle umane. Gli animali permettono anche di mettere in campo degli approcci narrativi originali, fondamentali per distinguersi dai prodotti della concorrenza. Infine, fissano l'attenzione sui temi emotivi, facilitano la costruzione di mondi coerenti e rendono le storie più immediate.

La funzione degli animali nei videogames

Gli animali nei videogiochi, come anticipato, assumono delle funzioni differenti. In alcuni casi incarnano l’alter ego del giocatore, offrendo una prospettiva inedita sul gioco. In altri diventano compagni fedeli, guide silenziose o simboli di speranza in contesti narrativi complessi. La loro rappresentazione non si limita più alla mera riproduzione realistica, ma tende a costruire una personalità, un carattere e un ruolo coerente con la storia. Questa evoluzione è stata favorita anche dallo sviluppo tecnologico, che ha permesso di rendere sempre più credibili le animazioni, i comportamenti e le interazioni, creando un maggior coinvolgimento emotivo.

Questo connubio di funzioni lo si trova in moltissimi videogiochi, andando al di là del genere o della loro complessità. Un esempio concreto lo abbiamo analizzando Pirots ELK Studios, una delle slot online più note in circolazione. Pirots, infatti, utilizza dei simpatici pappagalli come componente decisiva per aumentare il divertimento del gioco, basato su un altro tema di grande successo: quello dei pirati. Tornando al focus del discorso, il ruolo degli animali nella narrazione videoludica risponde ad una lunga tradizione simbolica. 

Il simbolismo, la narrazione e gli animali

In molte culture, gli animali rappresentano degli archetipi universali: il lupo è spesso associato al coraggio e alla solitudine, il cavallo alla libertà, il gatto all’indipendenza, il cane alla lealtà. I videogiochi hanno ripreso e reinterpretato questi archetipi, adattandoli alle esigenze dei media interattivi (dopo aver fatto lo stesso con la TV). La possibilità di interagire con esseri non umani, dotati di comportamenti realistici e di risposte emozionali credibili, crea un linguaggio narrativo che unisce mito, empatia e partecipazione. L’animale diventa così un veicolo simbolico che consente di esplorare temi come la fiducia, la perdita, la sopravvivenza e la relazione con la natura.

Dal punto di vista narrativo, la presenza degli animali aiuta a definire il tono emotivo del gioco. Un compagno di questo tipo può attenuare la tensione negli ambienti ostili, rendere più sopportabile la solitudine o sottolineare il valore della cooperazione. Questo equilibrio tra protezione e vulnerabilità amplifica l’impatto emotivo della storia e rafforza il legame con il giocatore. La costruzione di questo rapporto non avviene solo attraverso il dialogo o l’azione, ma anche tramite piccoli gesti, sguardi, suoni o comportamenti che trasmettono un senso di autenticità e di presenza reale.

L’empatia nei videogiochi è una delle leve più forti per mantenere alto il coinvolgimento e l’interesse. Gli animali, per la loro capacità di evocare emozioni immediate e universali, rappresentano un canale privilegiato per stimolare questa risposta. La loro comunicazione non verbale, basata su movimenti, espressioni e suoni, consente di superare le barriere linguistiche e culturali, rendendo l’esperienza molto più accessibile.

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