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Credito d'imposta Transizione 5.0: le novità

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Dopo l’apertura ufficiale della piattaforma per la prenotazione del credito di imposta, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il 16 agosto la circolare operativa n. 25877. Composta da 190 pagine, questa circolare fornisce alle imprese le linee guida per l'implementazione del Piano Transizione 5.0 e l’accesso ai nuovi contributi, che possono arrivare anche al 45% delle spese ammissibili. Facendo chiarezza su molti punti del nuovo piano agevolativo, anche se alcuni dubbi rimangono e l’operatività della piattaforma è attualmente parziale. 

Le imprese che decidono di investire in progetti di innovazione mirati alla riduzione dei consumi energetici, infatti, per il momento possono solo prenotare il credito di imposta. L’erogazione del contributo sarà possibile solo dopo l’attivazione delle procedure per la rendicontazione finale. 

L’iter di accesso alle agevolazioni si traduce quindi in un percorso lungo e delicato, che richiede una nutrita lista di documenti e certificazioni, oltre all’invio di diverse comunicazioni tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Del resto il Piano Transizione 5.0 è uno strumento di finanza agevolata molto complesso, introdotto per stimolare la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, con un'attenzione particolare alla riduzione dei consumi energetici e all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. E data l’entità del credito d'imposta concesso, è un'importante leva per favorire l'evoluzione delle strutture produttive verso modelli più efficienti e sostenibili, in linea con le sfide poste dalla transizione ecologica.

Ma come funziona esattamente il credito d'imposta Transizione 5.0? Questo credito offre alle aziende l'opportunità di ottenere un significativo risparmio fiscale. Viene calcolato in percentuale sulla base della riduzione dei consumi energetici ottenuta attraverso specifici investimenti in innovazione. 

La misura del beneficio varia a seconda dell'entità della riduzione dei consumi energetici, che può essere calcolata a livello di stabilimento o di processo produttivo. In particolare, il credito d'imposta viene erogato secondo una scala progressiva che premia maggiormente le aziende in grado di ottenere le riduzioni più significative. In altre parole: maggiore è la riduzione, più alta è la percentuale del credito di imposta riconosciuto.

Accessibile a una vasta platea di imprese, il credito d'imposta Transizione 5.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione e deve essere richiesto entro determinate scadenze. Le imprese beneficiarie hanno l'obbligo di presentare la documentazione necessaria al GSE e di rispettare una serie di adempimenti contabili e amministrativi per poter fruire del beneficio. 

È inoltre prevista una rigorosa procedura di certificazione, sia ex ante sia ex post, per verificare l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico dichiarati. I livelli di risparmio energetico dichiarati vanno mantenuti per almeno 5 anni, pena la perdita del beneficio e l’obbligo di restituire l’agevolazione. 

Vi sono poi alcune esclusioni di cui tenere conto. Non possono ottenere il credito di imposta le imprese che si trovano in situazioni di crisi o inadempienza, quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale, o sottoposte ad altre procedure concorsuali. Lo stesso vale per quelle che non sono in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e che non hanno adempiuto correttamente agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i propri dipendenti.

In conclusione, il credito d'imposta Transizione 5.0 rappresenta un’opportunità preziosa per le imprese italiane, che potranno sfruttarlo per ridurre i costi operativi legati ai consumi energetici e migliorare il proprio posizionamento sul mercato. Ma al fine di garantire una corretta gestione dei contributi pubblici, questo strumento -che si pone come pilastro fondamentale della nuova strategia nazionale- prevede un iter complesso e requisiti piuttosto stringenti. Caratteristiche confermate dalla circolare del 16 agosto e in generale dagli ultimi aggiornamenti degli enti competenti. 

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