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L'ORCHESTRA CHERUBINI CELEBRA IL COMPOSITORE FRANCESCO PAOLO TOSTI CON DUE CONCERTI

Sabato 17 al Teatro Tosti di Ortona, in Abruzzo, domenica 18 a Ravenna presso I'auditorium di San Romualdo

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A cavallo tra Ottocento e Novecento, l'Italia di Verdi, Puccini e Mascagni fu patria anche di un altro straordinario musicista che, contrariamente a tanti suoi contemporanei, non scrisse mai per la scena: si tratta di Francesco Paolo Tosti, che l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha accolto l'invito a celebrare con un concerto nel teatro a lui intitolato a Ortona, sua città natale, sabato 17 settembre.


 

L'omaggio, che si realizza promosso da l'Istituto Nazionale Tostiano, non termina qui: dopo la trasferta in Abruzzo, la Cherubini proporrà lo stesso programma a Ravenna, domenica 18 settembre, alle 20.30, nell'auditoriurn di San Romualdo.

Alla direzione Carla Delfrate, mentre le voci saranno quelle del soprano Monica De Rosa McKay e del mezzosoprano Stefania Cocco. Il programma intreccia una selezione di arie di Tosti — tutte sapientemente orchestrate da uno dei membri della Cherubini, il contrabbassista e compositore Claudio Cavallin — a Crisantemi di Puccini, un intermezzo firmato dallo stesso Cavallin e il Notturno di Giuseppe Martucci.

"Ortona e Ravenna, che condividono un passato bizantino e l'importanza che da sempre, nella loro storia, riveste il legame con il Mar Adriatico, dialogano attraverso questi concerti — sottolinea Silvio Bartolotti, che dal 2018 è Presidente dell'Istituto Nazionale Tostiano — È occasione particolarmente felice che questo avvenga nel nome di un compositore tanto meritevole di riscoperta e valorizzazione come Francesco Paolo Tosti e con il coinvolgimento di una realtà di eccellenza quale l'Orchestra Cherubini. L'Istituto Tostiano, attivo da ormai quarant'anni, ha stimolato uno studio sistematico e scientifico del corpus di Tosti, attivando collaborazioni con soggetti della cultura e dell'editoria musicale, organizzando convegni, mostre, corsi e seminari dedicati anche alla storia della vocalità, agli autori della romanza da salotto italiana, ai musicisti abruzzesi. Nella consapevolezza di quanto egli sia parte di quella straordinaria storia musicale italiana che ha saputo conquistare pubblici di tutto il mondo."

Celebrato maestro di canto dei reali di mezz'Europa, dall'Inghilterra della regina Vittoria e di Edoardo VII a Spagna, Norvegia, Svezia, Romania e alla futura regina d'Italia Margherita di Savoia; abilissimo promotore del proprio lavoro e supervisore della filiale inglese di Casa Ricordi; autore di oltre 400 romanze da salotto — in italiano, inglese, francese, napoletano e abruzzese — che ne fanno il solo italiano assimilabile, per vastità della produzione di musica vocale da camera, agli Schubert e Schumann, ai Fauré e Debussy. Quella di Francesco Paolo Tosti (Ortona 1846 —Roma 1916) fu una vita originale e ricca di impegni, soprattutto nei suoi anni londinesi, costellati di serate a corte o presso le maggiori famiglie britanniche quando si esibiva al pianoforte e cantava con voce di tenore. Non per questo trascurava l'Italia: anche durante il trentennio in cui visse in Inghilterra, tornava ogni anno nella penisola per frequentare il Convento di Francavilla, casa del pittore Francesco Paolo Michetti e cenacolo di intellettuali e personalità quali Eleonora Duse, Matilde Serao, Gabriele D'Annunzio e tanti altri.

Scritte tutte per voce e pianoforte, le romanze di Tosti svelano una tecnica impeccabile, frutto degli insegnamenti ricevuti al Conservatorio di San Pietro a Majella dove si diplomò nella classe di Saverio Mercadante. Per testi scelse spesso versi di grandi poeti, come Gabriele D'Annunzio, amico e conterraneo — esemplare la celeberrima A vucchella, ma anche le Canzoni di Amaranto, parabola di un amore che sfocia in follia. La drammaticità e la forza evocativa di questi brani sono restituite intatte dalla riscrittura per orchestra da camera del giovane Claudio Cavallin. Il programma affidato alla direzione di Carla Delfrate, che al proprio ruolo di segretario artistico della Cherubini affianca abitualmente la preparazione dell'orchestra, si completa con Martucci e Puccini. Il primo, come Tosti, disertò l'opera: il Notturno, trascritto per orchestra nel 1901, è uno dei suoi tanti lavori dedicati alla musica strumentale. L'elegia Crisantemi (originariamente per quartetto d'archi) è invece una delle rarissime pagine che Puccini sottrasse ai fasti della macchina operistica.

 

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