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Dispositivi di localizzazione: utili o di controllo?

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Al giorno d’oggi la convivenza con dispositivi tecnologici è ormai scontata nonostante, di anno in anno, i giganti dell’innovazione ci sorprendano con gadget e accessori imperdibili. 

Il progresso scientifico ci viene in aiuto nelle mansioni della vita quotidiana, collaborando a ricordare gli eventi importanti e gli appuntamenti, a spostarci in auto o con i mezzi pubblici e, addirittura, a trovare facilmente i nostri oggetti. 

I dispositivi di localizzazione come gli Air Tag e i Samsung Tag, dei rispettivi colossi Apple e Samsung, fanno parte dell’ultima generazione di accessori sponsorizzati, utili a non perdere chiavi e qualsiasi altro oggetto a cui sono collegati. Questi localizzatori si presentano sotto forma di portachiavi e possono essere associati allo smartphone per localizzare con la massima precisione la posizione dell’oggetto smarrito.

Sebbene molti utenti siano scettici sull’utilizzo di questi dispositivi, per altri il possesso di uno o più localizzatori portatili costituisce l’occasione per trovare tutto, con la stessa facilità con cui si trova il sito di NetBet

Come funzionano?

Alla base di questi accessori c’è un chip o una semplice tecnologia Bluetooth che consente di localizzare il mazzo di chiavi o l’auto parcheggiata. Per sapere dove si trovano gli oggetti dimenticati, basterà scaricare sul proprio smartphone l’applicazione predisposta, associare il localizzatore allo smartphone e, infine, lasciare il tag in auto o inserirlo come portachiavi nel mazzo di chiavi oggetto di dimenticanza. 

Ciò che potrebbe lasciare perplessi è che questi localizzatori funzionano grazie ad una batteria che ha un autonomia annuale. Al termine di questo lasso di tempo potrebbero registrarsi dei malfunzionamenti.

Pro e contro

Il funzionamento di questi dispositivi rappresenta il centro perfetto tra la classica tecnologia di localizzazione e la modernità di un oggetto utile. Nonostante la geolocalizzazione non sia più una novità, i tag localizzatori devono essere ancora perfezionati, in quanto molti utenti hanno lamentato alcune anomalie nell’associazione con l’applicazione. 

È capitato, infatti, di trovarsi dinnanzi ad un’auto diversa dalla propria o di trovare casualmente oggetti altrui che non si stavano cercando. Questo tipo di errori di sistema possono essere comprensibili e tollerati, ma alcuni utenti hanno opportunamente segnalato un utilizzo improprio dell’applicazione da parte di malintenzionati. 

Se utilizzare un tag localizzatore può ottemperare alla dimenticanza, bisognerebbe tenere a mente che alla base di un qualsiasi dispositivo rilasciato deve esserci la massima sicurezza, in quanto ogni utente associa una posizione rintracciabile a oggetti di valore o di uso quotidiano. 

Un ultimo bilancio

In definitiva, i dispositivi portatili di localizzazione costituiscono una vera e propria svolta per tutti coloro che, nella fretta e nella distrazione, dimenticano dove hanno parcheggiato l’auto, oppure dove hanno posizionato un mazzo di chiavi. Si tratta, quindi, di oggetti che possono entrare a far parte delle nostre vite, risolvendo piccoli errori umani.

D’altro canto, però, è inevitabile considerare che ci sono troppe informazioni “sensibili” facilmente accessibili a terze parti o a coloro che, con qualche stratagemma, localizzano i nostri beni. Non ci resta che attendere i futuri aggiornamenti di sicurezza e di sistema prima di promuovere o bocciare completamente i tag.

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