Venerdì 5 Dicembre nella biblioteca comunale di Ortona è iniziato il secondo ciclo di incontri letterari organizzato dall'associazione Gruppo13-Lab. A presentare il primo incontro di quest'anno è stata la Prof. Maria Pia Nervegna. Le abbiamo chiesto di introdurre in breve l'iniziativa e gli obiettivi.
«Gruppo13-Lab è una associazione culturale formata dai giovani per i giovani. Si occupa di promuovere la letteratura tra i giovani. Mentre l'anno scorso hanno spaziato anche sulla narrativa e sulla saggistica, quest'anno gli incontri letterari vertono sul genere poetico. L'aiuto degli studenti del liceo scientifico è molto importante: i ragazzi leggono alcuni brani e possono rivolgere le proprie domande direttamente all'autore. La poesia è un grande mezzo di comunicazione perché riassume le esperienze e la nostra tradizione culturale ed è una delle eccellenze della nostra eredità culturale. Riteniamo che debba trovare il giusto spazio sia nell'ambito scolastico sia tra i cittadini.
Seguiranno altri due incontri: Venerdì 12 Dicembre con Anila Hanxhari e Daniele Toppeta e Venerdì 19 Dicembre con Maria Gabriella Ciaffarini e Manuel Dominioni, sempre alle 17:30 nella biblioteca comunale.»
Nel primo incontro, si sono confrontate le poetesse Daniela Quieti e Nicoletta Di Gregorio. Ad entrambe abbiamo chiesto come si sono avvicinate alla poesia e cosa rappresenta per loro.
Nicoletta Di Gregorio
«A sei anni ho iniziato a scrivere i primi componimenti in linea con l'età . Da allora non ho mai lasciato la scrittura, appassionandomi sempre di più. Molti adolescenti, crescendo, scrivono un diario ma, avendo paura che qualcuno capisse troppo leggendolo, ho preferito continuare a scrivere poesie. Attraverso le metafore e la terminologia, la poesia permette di comunicare con espressioni non immediatamente identificabili, che necessitano di una lettura più approfondita. Il ricorso alla poesia non è dovuto alla paura di rapportarsi con me stessa. Non voglio che gli altri si rapportino troppo direttamente con la mia interiorità . La poesia si scrive per rapportarsi con se stessi e con gli altri tramite una sorta di gioco che scaturisce dall'amore per la parola.»
Daniela Quieti
«I primi incontri con la poesia sono avvenuti durante i momenti più difficili o dolorosi della mia esistenza, quasi per decantare le ansie e le preoccupazioni interiori. Anche quando vengo impressionata dalle notizie riportate dai telegiornali e sui giornali. Per questo motivo, forse, avverto il bisogno di restituire alle parole un senso più ascetico, essenziale. La poesia, perseguendo un'immagine di bellezza, può elevarci ad essa ed aiutarci a riconoscerla. Come insegnavano gli antichi greci, la bellezza esteriore non può prescindere da quella interiore. Oggi, invece, la bellezza è legata principalmente all'apparire. Bisogna recuperare un'idea di bellezza che sia tutt'uno con l'essere uomo, che di per sé già è bellezza in quanto creazione divina. La poesia, forse, può restituire alla parola lo stupore che provavano i primi uomini nell'avvicinarsi all'essenza dell'essere.»
Durante il dibattito sono emersi temi molto complessi di attualità : la difficoltà di tradurre le liriche da una lingua all'altra, il rapporto della poesia con l'arte, il ruolo della poesia moderna nel recupero della parola, l'uso della parola al giorno d'oggi, nonché il suo abuso ed il modo in cui cambia a seconda dei mezzi di comunicazione.
Un verso letto dalla poetessa Nicoletta Di Gregorio, merita un dibattito a sé anche se estrapolato dal contesto di una poesia dedicata alle imprese della celebre Brigata Majella.
«...il pane caldo era un traguardo...» Lo è anche oggi? Perché?

