“ In Abruzzo, la cosiddetta regione verde d'Europa, con un piano del demanio marittimo regionale che sulla carta mette al primo posto tra gli obiettivi specifici: " la tutela ambientale e lo sviluppo ecosostenibile nell'uso del demanio marittimo",
ricordano dal COORDINAMENTO DUNE BENE COMUNE lamentando che
“ vengono messi i bastoni tra le ruote dal Comune di Ortona ai volontari che vogliono tutelare e valorizzare le splendide dune “.
Ricostruiscono la vicenda :
“Sei associazioni del coordinamento Dune Bene Comune avevano inoltrato a tutti gli enti, dalla Regione Abruzzo al Comune di Ortona, il 21 gennaio 2020 una lettera in cui si comunicava l'intenzione di voler delimitare - con piccoli paletti e un semplicissimo cordino di canapa comprati dai volontari - le dune della stazione di Tollo, di enorme importanza per la tutela del Fratino e di diverse specie rare di piante, dal Giglio di mare al Verbasco.Le associazioni dopo la prima nota inoltravano anche uno schema dell'intervento e la planimetria. “
Con la crisi del Covid l'attività era stata rinviata e lo scorso 1 giugno le associazioni comunicavano agli enti, comune compreso, che l'iniziativa era fissata in tre giorni, da giovedì 11 a oggi sabato 13 giugno, anche con il coinvolgimento del pubblico assieme ai volontari in una giornata ecologica da svolgersi appunto oggi.

“ Dopo un silenzio di sei mesi il Comune di Ortona ha pensato bene di inviare una nota il 10 giugno, - precisano dal coordinamento - il giorno prima dell'avvio della delimitazione, in cui sostiene da un lato di non essere competente e dall'altro dichiarando che tali "recinzioni" (!) costituirebbe "occupazione di suolo demaniale marittimo" e addirittura "ostacolo alla libera fruizione da parte della collettività di ampi tratti di spiaggia" e che l'operazione "se posta in essere sarà a responsabilità diretta degli esecutori".
“ Non proprio un atteggiamento di sostegno ai volontari da parte dello stesso comune che da da due anni a questa parte fa i bandi per occupare la spiaggia libera con concessioni dimenticando che:
1)è l'ordinanza balneare della Regione Abruzzo all'Art.7 ad imporre addirittura come obbligatoria la delimitazione delle aree dove nidifica il Fratino;
2)è la stessa regione Abruzzo (a cui comunque le associazioni hanno inviato la comunicazione fin da gennaio) ad aver richiesto la massima tutela delle dune di Ortona;
3)è lo stesso Piano marittimo del demanio regionale ad imporre a tutti gli enti, in primis ai comuni, l'obbligo di tutelare la biodiversità costiera;
4)la legge regionale 45 del 1979 e le direttive comunitarie tutelano in maniera specifica le formazioni dunali chiedendone la delimitazione.“ tutte queste incombenze dovrebbero essere svolte dalle pubbliche amministrazioni, - precisano i volontari del coordinamento - come realizzato a Vasto, San Salvo, Pineto ecc e con tutta evidenza qui non lo stanno facendo. I volontari ci mettono tempo e denaro, comprando addirittura il materiale, ma arrivano fuori tempo massimo lettere di questo tenore da un ente che dovrebbe sostenere queste iniziative e non intralciarle, visto che è in difetto rispetto agli obiettivi generali imposti da piani e norme. “
Le associazioni comunicano che
“ hanno quindi deciso di rinviare l'iniziativa pubblica mantenendo un presidio di volontari che ha mostrato ai bagnanti i cartelli che avrebbero voluto installare e di sollecitare la Regione a prendere una posizione decisa a favore dell'attività delle associazioni volta a tutelare e valorizzare questo tratto di spiaggia abruzzese.
Oggi i visitatori non troveranno i cartelli, anche didattici, e la delimitazione che in tutti i paesi civili si fa davanti alle dune per evitare il calpestio e una fruizione caotica e dannosa privilegiando un uso ordinato e sostenibile della spiaggia.

“ Purtroppo – concludono -
dobbiamo constatare che dopo decenni di chiacchiere sulla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema in Abruzzo siamo ancora a questo punto. Auspichiamo, seppur con poca speranza, un ravvedimento operoso da parte del comune. “
c.s. COORDINAMENTO DUNE BENE COMUNE
