In un connubio tempistico quanto mai sospetto, dopo poco tempo dalla lettera dell’on.D’alessandro alla Protezione civile, a Marsilio, alla Asl . . . ecco che si materializza la disponibilità del Comune di Ortona a mettere a disposizione fondi di bilancio per tamponi e test .- Caldari così diventa CAVIA di un “progetto”, di uno studio epidemiologico sulla diffusione del covid-19 ; il tutto sulla pelle della gente con una ulteriore proroga (la terza) della “zona rossa” e di tutte le sofferenze e le problematiche che tutto questo comporta .
Obiettivamente c’è da chiedersi come mai la disponibilità del Comune a mettere fondi per lo screening era stata negata proprio quando era molto più opportuna e da più parti richiesta; ovvero ben 45 giorni fa, quando è deceduto il gestore del bar ? Di fatto era quello il momento per isolare il focolaio di contagio, individuando con lo screening le persone positive tra gli assidui frequentatori del locale e la cerchia dei loro contatti , prevenendo così tanti drammi !
In tutta sincerità ci appare molto sospetta questa “combinazione operativa” concertata e realizzatasi proprio in questo periodo, in modo da distrarre l’opinione pubblica, per es., dalla grave e scandalosa situazione venutasi a creare nel nostro ospedale. Un modo ineffabile di gestire i fondi delle nostre tasse comunali (e che tasse!) nel momento sbagliato e sulla pelle di una rilevante Comunità.
Non c’è da stupirsi se molti cittadini sono nauseati da un esercizio del potere decisionale così opaco o miope; quando poi certe forme di becera politica e di visibilità da palcoscenico affondano le radici sulla carne viva delle persone, significa che i limiti sono stati superati, con ineludibili conseguenze.
Edgardo Giangrande