La decisione tanto agognata è arrivata. La Serie A si ferma, il calcio italiano è chiuso per emergenza. Il Corona virus costringe tutti i a un passo indietro e soprattutto a un esame di coscienza. Perché la figura che il calcio nostrano ha fatto, diciamocelo, non è stata delle migliori. Riunioni inutili, decisioni rimandate, incontri fatti senza trovare un accordo. E poi i diktat, gli obblighi, le risposte perentorie: si deve continuare a giocare, troppi i milioni in ballo, troppi gli interessi.
Ma mentre l'Italia si fermava (una parte, non tutta: negli ospedali e nei pronto soccorso c'è chi non si ferma un attimo), il calcio pretendeva di continuare. C'è voluto l'intervento del Ministro dello sport per fermare tutto. E proprio in questi giorni, Vincenzo Spadafora, in un'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport, ha rilasciato dichiarazioni forti: "Tutto è stato una questione di soldi. Non mi fate raccontare dei messaggi che ho ricevuto: presidenti che prima mi insultavano per far giocare le partite, e poi hanno detto di chiudere tutto".
Intransigente era stato anche Giovanni Malagò, presidente del Coni: "O in consiglio federale la Figc conferma di andare avanti e se ne assumono la responsabilità, oppure devono commissariare la Lega di A. Io posso dargli una mano, dico solo che tutti quanti devono andare verso la stessa direzione. Non è che il calcio può avere regole diverse dagli altri sport di squadra".
Ma ora che il buon senso, e il contagio, hanno fatto la loro parte, c'è da capire come andrà a finire questo campionato. Gli scenari proposti dalla FIGC sono tre. Il primo è quello della non assegnazione del titolo di Campione d'Italia, con una semplice comunicazione alla Uefa delle società che andranno a disputare le coppe europee. La seconda, la meno improbabile, è quella che riferimento all'assegnazione del titolo in base alla classifica maturata fino al momento dell'interruzione. Infine, il terzo scenario: quello dei play off per lo scudetto e dei play out per la retrocessione.
I playoff andrebbero disputati tra le prime quattro: uno scontro tra Juventus e Atalanta e tra Lazio e Inter. Meno probabile invece l'allargamento alle prime otto, comprendendo quindi Roma, Milan, Parma e Verona. Chissà cosa ne pensa di questa eventualità l'Atalanta, che si ritroverebbe a giocarsi seriamente le chance del titolo con una squadra in formissima e una fiducia a livelli clamorosi. Chissà invece cosa ne pensano Lazio e Juventus, fino a qualche settimana fa le uniche seriamente candidate per la vittoria.