Peppino Polidori: così si dilapidano i soldi dei cittadini che pagano tasse e bollette per servizi sempre più costosi

01/01/2018
Attualità
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“Una montagna di soldi che il Comune, tra passate disattenzioni e nuovi errori, dovrà pagare per una vicenda legale che dimostra come si dilapidano le risorse pubbliche”.

Un botta e risposta teso in una Aula municipale dove le parole di Peppino Polidori, consigliere comunale di opposizione del gruppo di Forza Italia risuonano come un infausto avviso per la maggioranza del sindaco Leo Castiglione. A spiegare cosa è accaduto è lo stesso Polidori.

“.. le casse del Comune di Ortona tra breve saranno prosciugate, i soldi dei cittadini raccolti con tasse, bollette e tanti altri piccoli balzelli, andranno per buona parte a colmare un debito maturato per una vertenza durata 20 anni legata ad un esproprio. Ma attenzione, il comune ha già corrisposto per quei terreni, circa 397 milioni, ma ora ne dovrà pagare molto di più, ossia altri 790 mila euro (somma pretesa dai proprietari). Come è giunto il Comune a questo disastro? Molto semplice, per una serie grossolana di errori inanellati da vecchi e nuovi amministratori, - questi ultimi perché portano conteggi con cifre così ballerine da incappare in qualche disavventura -.

Comprendo che quanti ora leggono queste righe facciano fatica a credere e, soprattutto, capire come sia potuto accadere: i terreni sono stati pagati, eppure il Comune dovrà versare ancora tanti, tantissimi soldi, perché ?

Riepilogo per chi è rimasto sbalordito.

Allora: all’inizio la somma stabilita era di 397 milioni di lire, che Comune ha pagato alla controparte -proprietaria di siti nella area PEEP - un pagamento fatto in due rate. Fin qui sarebbe tutto regolare, terreni pagati e contenzioso chiuso, invece no. Il Comune, il secondo pagamento lo risolve in ritardo, facendo nascere un contenzioso con la famiglia Seccia, che per il ritardo chiede i danni e gli interessi sulla somma restante, 294 milioni di lire. Le varie amministrazione che si susseguono tergiversano fino a collezionare più di una condanna. Ma non bastano nemmeno le condanne, bellamente nessuno tra funzionari e amministratori municipali si preoccupa della vicenda. Il Comune (ci sarebbe da chiedersi perché) nemmeno imbastisce una strategia legale, anzi nessuno si presenta alle varie udienze avanti la Corte d’Appello. Il Comune così viene condannato in contumacia. Siano ora ai giorni nostri e i nodi sono arrivati al pettine, la lezione però non è servita. La giunta del sindaco Castiglione calcola che il debito residuo a favore della famiglia Seccia sia di 597 mila euro, ma secondo i calcoli della controparte non smentiti e basati sulla sentenza d’appello mai impugnata, il vero debito è ben superiore, ossia 790 mila euro, perché al contrario di quanto annunciato dal sindaco Castiglione, la controparte ha rifiutato accordi sul contenzioso (ha sentenze a favore per le famose “dimenticanze” del Comune) e vuole la cifra totale senza nessun sconto. Il Comune ha ora davanti un precipizio finanziario da colmare che cerca di gestire ponendo il debito fuori bilancio. Ma vale la pena ricordare, i debiti fuori bilancio devono essere certi e non “circa”.

Così il 30 dicembre mattina in Aula quando ho elencato le incongruenze, quelle vecchie e quelle nuove, di fronte alla ipotesi che gli amministratori oggi rischiano di pagare di tasca propria se commettono errori, la risposta che ho ottenuto da un consigliere di maggioranza è stata surreale, “lei consigliere Polidori così ci minaccia”, facendomi poi osservare che lui non avendo nessun bene intestato non avrebbe pagato un bel nulla. Il sindaco Castiglione, inoltre, adirato e incaponito, ha tuonato verso di me, “consigliere Polidori, questa non è un’aula giudiziaria”, tuttavia a parte le bordate contro di me, - sono così certo della mia posizione e dei rischi che ho elencato che sono sereno-, tuttavia, confido che sia il sindaco che qualche esponente della sua giunta, almeno quelli un poco più avveduti, possano avere qualche brutto presentimento e porsi qualche domanda.

I problemi seri non si affrontano con il folklore e le battute che tra l’altro sono francamente sconcertanti .."

 

c.s. Peppino Polidori consigliere comunale

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