Un epilogo positivo: la questione Donn-è e, quindi, del doppio centro anti violenza per donne (anche il Consultorio familiare A.GE garantisce il servizio). Ieri, l'incontro in Comune tra l'Amministrazione attiva: il sindaco Vincenzo D'Ottavio e l'assessore sociale Gianluca Coletti, la consigliera comunale del PD delegata alle pari opportunità, Nadia Di Sipio, i capigruppo consiliari di maggioranza e di minoranza, e ovviamente le parti interessate: il direttivo di Donn-è, i rappresentanti del Consultorio familiare.
Una riunione scaturita da un impegno preso del sindaco nell'ultimo consiglio comunale a seguito di una mozione della minoranza, illustrata dal consigliere comunale Leo Castiglione, con la quale si è chiesto al primo cittadino e all'amministrazione di convocare un tavolo per chiarire la questione. L'opposizione, compatta, ha chiesto anche la convocazione di un consiglio comunale straordinario alla Sala Eden sull'argomento molto delicato.
Nella riunione, arriva la soluzione al problema: Donn-è e il Consultorio firmeranno un protocollo d'intesa, una convenzione, per collaborare sui casi di violenza sulle donne a Ortona e non solo. Alla luce di tutto ciò, il sindaco Vincenzo D'Ottavio ritirerà il ricorso al TAR contro la regione, di riflesso contro Donn-è, per l'esclusione del Consultorio dal bando regionale per l'istituzione di un centro antiviolenza.
"La maggioranza si è impegnata dopo una lunga discussione e confronto a ritirare il ricorso", commenta il consigliere comunale di città Nostra, Franco Musa, "richiesta avanzata anche da una parte della maggioranza ovvero dal, capogruppo di Sel Patrizio Marino e dal capogruppo IDV Simonetta Schiazza. L’azione della minoranza ha prodotto il risultato ottimale. Non cadremo nel limbo dell’attesa . In altri termini attendiamo velocemente l’atto ufficiale :il ricorso dovrà essere ritirato prima del Consiglio chiesto ad hoc al presidente del consiglio, il passo successivo sarà quello che vedrà Donn.è e il consultorio Age impegnati a sottoscrivere un protocollo d'intesa per creare un canale di lavoro insieme e coordinarsi nelle attività della violenza alle donne l'una e l'altra sulle attività rivolte alla famiglia che già svolge sul territorio".