Le esagerate richieste di pagamento del saldo TARI (rifiuti solidi urbani) stanno creando in città un notevole stato di disagio, una lamentela generale e capillarmente diffusa, e ciò proprio considerando gli incrementi che in alcuni casi hanno raddoppiato e anche più la tariffa rispetto agli anni passati.
Disagio tanto più avvertito proprio considerando il particolare momento di crisi economica che attanaglia l’intera nazione e quindi anche l’Ortonese.
La cosa anomala, ma ad Ortona sta diventando la regola, e che si propone a RISOLVERE IL PROBLEMA CHI IL PROBLEMA LO HA CREATO, leggo infatti proposte di componenti della maggioranza, cioè coloro che tali scelte finanziarie non solo HANNO VOTATO MA APPROVATO E CONDIVISO, i quali oggi appunto, propongono proposte (più o meno comprensibili) di dilazioni dell’imposto.
Tali importanti membri della maggioranza però dimenticano, o ignorano, che essi stessi hanno votato ed approvato una serie di norme regolamentari che stabiliscono COME, QUANTO E QUANDO PAGARE, addirittura ci si propone di dilazionare un atto che allo stato ancora non esiste e che presuppone una inadempienza, da parte dell’utente che (per fortuna) ancora ad oggi non c’è, e cioè l’accertamento.
Sottacendo però che la dilazione successiva all’accertamento, cosi come previsto dal regolamento, può essere concessa solo in determinati e gravi situazioni di disagio economico, tanto da doverne comportare la documentazione con attestazione bancaria, inoltro ha un costo per l’utente perché si pagano gli interessi, ed ha un costo per l’Amministrazione che, solo per la richiesta si aggirerebbe sui 80.000,00 euro, che ovviamente pagherebbe sempre il cittadino.
Poi sulla dichiarazioni delle “presunte” agevolazioni, non pare ci si debba dilungare più di tanto, e ciò proprio considerando le situazione in cui ci si è cacciati, situazione che comprova che quelle agevolazioni, o presunte tali si sono dimostrate del tutto inefficaci.
Tali improvvide proposte rafforzano ancor di più l’idea che l’Amministrazione sull’argomento brancola nel buio, si è cacciata in un problema più grosso di se stessa e non sa come uscirne.
A tempo debito, come aveva proposto qualcuno (il gruppo rappresentato dal sottoscritto, tanto per non fare nomi), andava approvato un regolamento per disciplinare la riscossione dei tributi, regolamento che appunto prevedeva sia la rateizzazione già in fase di richiesta del tributo, e non invece solo in fase di “accertamento” come l’attuale e vigente regolamento, che prevedeva inoltre la compensazione dei crediti e tutta una altra serie di agevolazioni (vere), e con tali strumenti oggi sarebbe stato possibile alleggerire il carico fiscale ed inoltre trovare soluzioni.
Naturalmente ha contribuito alla determinazione di tale situazione la scellerata gestione finanziaria della casse comunali, pagare centinaia di migliaia di euro di interessi passivi su un conto costantemente in rosso, pagare degli interessi per dei mutui contratti e non utilizzati, gestire immobili che costano decine e decine di migliaia di euro all’anno (Teatro, Palazzetto dello Sport, Sale Conferenze ecc. ecc.) incassando per l’uso somme ridicole, elargire contributi a pioggia, alla fine si paga, e chi paga sono sempre e solo i cittadini Ortonesi. I CONTI TORNANO SEMPRE.
Per uscire ora da questo annoso problema, PERCHE’ NELL’INTERESSE DELLA CITTA’ SI PUO’ E SI DEVE, è necessario avere alcuni requisiti che questa maggioranza non ha mai dimostrato di avere, e cioè senso di responsabilità, capacità, competenze e soprattutto ASSUMENDOSI DELLE RESPONSABILITA’ NELL’INTERESSE DI ORTONA.
Tommaso Cieri