Anche questa volta voglio partire dagli insegnamenti che mi avete tramandato.
Nella precedete occasione ero partito dall’assunto che in politica non ci sono amicizie ma si accettano le persone per quello che sono e ci si accompagna in un percorso. Ora invece parliamo del fatto che in politica si vince e si perde, che è doveroso anteporre gli interessi collettivi a quelli personali, che le ambizioni non sempre coincidono con ciò che è opportuno fare, che le delusioni vanno metabolizzate e che bisogna saper ingoiare anche i rospi. Tutte cose che, nel percorso politico, ho vissuto sulla mia pelle,come molti di voi.
Credo però che la prima cosa da chiarire è che stiamo offrendo alla città uno spettacolo indegno, che i cittadini ortonesi non meritano. Voglio assumermi anch’io la responsibilità, pur essendo entrato in consiglio comunale poco più di 3 mesi fa. Tuttavia chiarisco che non voglio schierarmi da nessuna parte, non voglio stare in mezzo a lotte intestine. Queste diatribe non mi appartengono e non mi entusiasmano. A tal proposito specifico che ho accettato l’invito all’incontro di Abruzzo Popolare come accetterei qualsiasi altro invito, pur non essendo sicuro di poter partecipare per via di altri impegni, perché ritengo sia doveroso far sapere ai cittadini anche il mio punto di vista. Ad ogni modo ripeterei esattamente questo intervento che comunque divulgherò il più possibile. Il mio unico obiettivo è lavorare per l’esclusivo interesse della città e semmai porre le basi per una conferma del centro sinistra. Una missione impossibile, mi rendo conto.
La città dopo 18 anni di centro destra ci aveva affidato un mandato pieno, ci si aspettava molto da questa amministrazione. Avevamo tanti sogni, tutti rimasti nel cassetto, purtroppo. Si era parlato di alternativa, di buon governo, di progettualità, di trasparenza. Ad oggi tutto ciò non è accaduto. Anzi, ci troviamo di fronte ad uno scontro che, inutile negarlo, si consuma tutto all’interno del PD. A questo punto però, i cittadini hanno perso la speranza ne stanno perdendo anche la pazienza….insieme a noi consiglieri.
A Tommaso voglio dire che dall’alto della sua esperienza deve farsi carico di questa situazione e, come sempre ha fatto, lavorare per il centro sinistra e per la città di Ortona. Questo si aspettano gli ortonesi, non la partecipazione al convegno sulla Cavour.
Ad Enzo, invece, che parlava di metodo, voglio dire che non è possibile che un consigliere comunale apprenda le notizie dalla stampa. Il neo assessore Di Sipio si lamentava molto di questo atteggiamento, ora che riveste un ruolo determinante spero si adoperi affinchè non accada mai più. Il sindaco deve partecipare con i suoi consiglieri le decisioni che prende. Anche perché, scelti i 4 membri della giunta, ora bisogna completare la squadra. Apprendiamo sempre dalla stampa quello che è l’auspicio del sindaco. Senza nulla togliere alle persone da lui indicate, persone che hanno tutto il mio rispetto e la mia stima, perché però escludere gli altri?
Potrebbe essere un Assessore Alessandro Scarlatto, Marco Uccelli o Luigi Menicucci, come tanti altri. Ecco allora Enzo, non dare nulla per scontato. Confrontati con i tuoi consiglieri. Noi vogliamo incidere, vogliamo impegnarci, vogliamo una squadra unita e un’amministrazione forte. Dobbiamo sapere però che ruolo abbiamo, dove stiamo andando e cosa fare.
Detto questo, personalmente vorrei andare avanti, mi piacerebbe lavorare insieme per ricreare quel clima di fiducia ed entusiasmo che c’era nel 2012 in campagna elettorale. Bisogna seppellire l’ascia di guerra però! Deve prevalere il buon senso altrimenti passeranno altri 20 anni prima di risalire in comune come amministratori attivi. Questo dipende in primis da voi Enzo e Tommaso...lo sapete bene!
Se non sarete e saremo in grado di fare questo ritengo che la scelta migliore sia ridare la parola ai cittadini.
Il consigliere comunale del PD, Tommaso D'Anchini