Il porto come reale possibilità di sviluppo di Ortona

La Rete portuale scrive al sindaco Vincenzo D'Ottavio.

17/01/2013
Economia
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 La rete portuale di Ortona, che riunisce alcune imprese portuali, ha inviato una lettera al sindaco Vincenzo D'Ottavio e all'assessore al ramo Maria D'Alessandro, sollecitando la ripresa del dragaggio  all'imboccatura del porto, per sostenere così tutto il comparto economico legato allo scalo ortonese.

La rete, inoltre, ha espresso anche preoccupazione sulle proposte di perimetrazione del parco della costa teatina.

“ Premesso” spiega il presidente Barbara Napoliello, “che è giusto e doveroso tutelare le aree di interesse naturalistico, storico e archeologico, ma altresì vanno tutelate le attività produttive che permettono al territorio di essere economicamente rilevante. La costituzione di un parco troppo a ridosso del porto e delle aree industriali e artigianali costituirebbe una seria difficoltà al loro sviluppo futuro”. Alla luce di tutto ciò, la Rete portuale di Ortona chiede al sindaco D'Ottavio e a tutta l'amministrazione comunale: “di valutare con la dovuta attenzione la nuova perimetrazione del Parco, tenendo in debita considerazione anche le esigenze e le istanze di un settore economico importante del territorio, che ad oggi rappresenta una realtà, a fronte di ipotesi di sviluppo di altri settori economici che nell'analisi dei mercati nazionali e internazionali non sempre costituiscono un segnale positivo nella composizione del Prodotto Interno Locale”.

La rete ricorda, in breve, ciò che di negativo è accaduto ultimamente nel nostro territorio, controbilanciandolo con ciò che c'è di positivo, le potenzialità del bacino e, quindi, con ciò che ci potrebbe essere in più, investendo in alcuni ambiti e guardando oltre.

“Il nostro territorio”, si legge nel documento, “ha subito negli ultimi anni una progressiva perdita di posti di lavoro, legati soprattutto all'indotto del settore petrolifero, con una conseguente ripercussione sul tessuto sociale della comunità che è sempre più caratterizzato da famiglie con componenti cassaintegrati, in mobilità o disoccupati, mentre le attività legato allo scalo riescono ancora ad assicurare occupazione, mettendo in campo  anche nuove forme di aggregazione, come la stessa rete portuale, per investire su un ulteriore sviluppo e  internazionalizzazione dell'area portuale e del territorio”.

Ferma e dura la posizione della Rete sul mancato completamento dell'opera di dragaggio dell'imboccatura del porto: “opera che  un primo momento aveva risollevato gli umori degli imprenditori, eppoi con la sospensione della stessa e il perdurare di questa situazione, gli entusiasmi si stanno smorzando. La sollecitazione, quindi, alle Istituzioni competenti, a riprendere l'intervento

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