Con comunicato del 13.8.2014 l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Ortona, con la solita enfasi trionfalistica, annuncia una serie di incontri da tenersi sul territorio per (testualmente):”… procedere ad un tavolo di confronto e dibattito sul territorio e sui temi dell’urbanistica…. E fornire un quadro conoscitivo dello stato del PRG….”.
La circostanza si è da subito mostrata sospetta, infatti nell’iter procedurale dell’approvazione di un piano regolatore generale, il cosiddetto ascolto del territorio, che ne costituisce il passo iniziale, viene fatto una sola volta, e cioè all’inizio e da questo poi appunto si definiscono le linee guida del redigendo PRG, con la redazione di un Documento (preliminare) di Scooping, conoscitivo del territorio che costituisce la basa della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e quindi del redigendo “nuovo” PRG, rifare quindi un nuovo ciclo di incontri con il territorio, e poi tenendone conto vuol dire quanto meno ripartire daccapo, con tutti ritardi che questo comporta, oltre alle promesse mancate.
Purtroppo però la situazione è molto peggiore di quanto si possa immaginare, non vi è solo confusione di idee, tanto da dover reiniziare la procedura daccapo, il nuovo ciclo di incontri è stato praticamente e implicitamente imposto da un ente sovraordinato, nello specifico l’Agenzia Regionale per la Tutela del Territorio, il quale con una relazione tecnica del 17.7.2014, di cui l’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Ortona ha piena cognizione, ha fatto a pezzi il “Documento di Scooping per la Valutazione Ambientale Strategica del PRG del Comune di Ortona”, redatto dal tecnico incaricato dal Comune di Ortona, e che, proprio dovendo descrivere il territorio Ortonese, traeva origine appunto dal primo ciclo di incontri.
A leggere tale relazione dell’ARTA, è veramente imbarazzante verificare che nel “Documento di scooping” inviato, e che doveva costituire il primo e basilare documento conoscitivo del territorio, manca:
- la VERIFICA INTERNA ED ESTERNA DEL REDIGENDO PRG con tutti i PIANI SOVRAORDINATI (Regione Provincia, ecc. ecc.);
- manca lo stato di descrizione dello STATO DI ATTUAZION del vigente strumento urbanistico;
- mancano i dati sulla principali EMERGENZE STORICHE / ARCHEOLOGICHE / ARICHITETTONICHE e loro individuazione planimetrica;
- manca la descrizione dell’attività edilizia negli ultimi dieci anni;
- manca l’analisi del patrimonio edilizio inutilizzato e/o dismesso;
- manca la verifica dell’eventuale richiesta di specifiche di previsioni per nuove costruzioni riguardanti il sistema produttivo (artigianale e industriale);
- manca l’analisi degli STANDARD URBANISTICI ATTUALI e verifica di quelli realizzati in base alla previsioni del vigente PRG e quelli previsti dal nuovo piano;
- manca l’analisi dello stato di attuazione delle AREE SOTTOPOSTE A VINCOLO preordinato all’esproprio;
- manca l’analisi della DELIMITAZIONE del Centro Abitato;
- manca l’individuazione delle aree sottoposte ad uso civico;
- manca l’analisi e verifica della CAPACITA’ DEPURATIVA residua;
- manca l’analisi ed individuazione del reticolo idrografico;
- manca la verifica dell’esistenza di aree da utilizzare come luoghi di raccolta per eventi calamitosi;
- manca l’analisi delle planimetrie del Catasto Incendi;
- manca l’analisi di eventuali Piani/Progetti comunali specifici con VINCOLO DI INEDIFICABALITA’ per problemi AMBIENTALI e/o con perimetrazione di aree a rischio ambientale;
- manca l’analisi degli elettrodotti e degli impianti tecnologici esistenti;
- manca l’analisi della descrizione e localizzazione della cave di estrazione di materiali inerti;
- manca l’analisi di eventuali siti preposti/individuati come idonei ai fini della costruzione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
- mancano le principali indicazioni dello STUDIO GEOLOGICO ED IDROGEOLOGICO del territorio comunale a supporto del nuovo strumento urbanistico (prescrizioni piano di assetto idrogeologico, localizzazione scarpate morfologiche ecc..):
- manca l’analisi e descrizione e localizzazione dei DETRATTORI AMBIENTALI (discariche, siti potenzialmente contaminati aree industrali dismesse ecc ecc.. che necessitano di opere di bonifica).
Ma non solo l’Arta conclude tale relazione tecnica specificando che alcuni dati nella relazione inviata, aveva un livello di dettaglio non sufficiente a DEFINIRE LO STATO ATTUALE DEL TERRITORI…..
Davanti ad una censura cosi specifica articolata e dettagliata, sottacendo tutto alla città, anziché fare ammenda dei propri errori, prioritariamente nell’aver nominato un tecnico che ha dovuto relazionare su di un territorio che, viste le censure mosse, evidentemente non conosce, anziché rimuovere immediatamente il detto tecnico verificando se sussistono a suo danno responsabilità risarcibili, e ponendo ancora una volta in serio imbarazzo la città, con la enfasi che è tutta dell’Amministrazione D’Ottavio si comunica di reiniziare un nuovo ciclo di incontri con il territorio, attività questa che sa tanto di BEFFA oltrechè di DANNO.…
Tommaso Cieri