“Di solito i cinghiali non attaccano l'uomo se non si sentono in pericolo o infastiditi. Diventano pericolosi, invece, quando hanno i "piccoli" e perciò bisogna stare attenti”.
E' il commento dell'assessore comunale all'agricoltura e al turismo, Giannicola Di Carlo al recente incontro ravvicinato di due runners con questi grossi animali mentre svolgevano attività fisica in pieno centro urbano, precisamente in via Camillo De Ritis, la strada che porta alla zona Peep (Fonte Grande).
Assessore se ci si incappa in un cinghiale cosa bisogna fare? “I cinghiali di norma non attaccano l'uomo, loro ti fissano, studiano la situazione per trovare un punto di fuga per cui può sembrare che caricano. Bisogna fare rumore, battere le mani, alzare le braccia per metterli in fuga. I cinghiali”, continua l'assessore, appartenente all'A.T.C. (Ambiti Territoriali di Caccia), “dalle alture sono venuti a valle, anche nei nostri comuni costieri, nei centri urbani, in cerca di cibo, ma soprattutto, perché braccati dai lupi che attaccano i branchi per fame. Quando scendono giù si accorgono di aver trovato "l'America" perché la ricchezza del territorio permette loro di cibarsi: frutta e verdura a volontà e quindi distruggono letteralmente le colture, provocando molti danni economici agli agricoltori. Inoltre, il branco può mettere in pericolo la pubblica incolumità e quindi è necessario che intervengano i cacciatori-selecontrollori per monitorare la situazione: ciascuno, ben preparato e autorizzato ha il suo punto di avvistamento”.
Nella provincia di Chieti è partito il controllo dei cinghiali. Il programma, che è stato riconosciuto valido anche dall’Ispra, prevede l’attuazione di forme di dissuasione come: recinzioni elettrificate, dissuasori acustici e olfattivi, a protezione delle colture, ma anche il ricorso agli abbattimenti selettivi nei casi in cui sia materialmente impossibile l’applicazione degli strumenti dissuasivi.