Ospedale di Ortona - Associazione culturale Il Faro: “Promesse mirabolanti, ma i dati reali parlano di una struttura allo sbando"

03/02/2024
Comunicati Stampa
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Ortona Ospedale di Base. Questo è quanto riporta il nuovo piano della rete ospedaliera abruzzese, ed è di questo che si riempiono di orgoglio il Presidente Marsilio, l’Assessora Verì ed in generale il mondo della destra abruzzese.

Analizziamo i fatti. Ortona Ospedale di Base ad oggi non è una realtà, ma solo un’intenzione scritta su carta. Una promessa fatta ai cittadini che dovrà essere attuata sul campo dalla ASL2 Lanciano-Vasto-Chieti. Ma con quali fondi la ASL dovrebbe eseguire tale piano? Nel bilancio di previsione dell’esercizio 2024-2026, alla voce spesa per la gestione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), sono stati allocati gli stessi 2,65 miliardi di euro che erano stati previsti nel bilancio 2023-2025; anche la voce investimenti non migliora, non essendo stati previsti fondi aggiuntivi in quantità tale da poter giustificare l’esecuzione degli obiettivi del Piano della Rete Ospedaliera. Senza soldi, dunque, ci sembra difficile adempiere alle promesse.

Inoltre, il Comitato Tecnico Interministeriale non ha di fatto approvato il Piano Ospedaliero, definendolo non completo in quanto lo stesso non riporta le strutture individuate come DEA di secondo livello (cioè quelli che dovrebbero essere gli ospedali con i livelli di cura più elevati). Anzi, il Piano stesso dice che la Regione si esprimerà in tal senso entro 36 mesi; dunque, per i prossimi 36 mesi, non ci potrà essere approvazione. Ci sembra pertanto un ottimo escamotage fare promesse mirabolanti in campagna elettorale, elaborando documenti incompleti e senza finanziare le proprie intenzioni.


 La Regione, d’altra parte, dovrebbe rimboccarsi le maniche per invertire la tendenza di un comparto, quello sanitario, in forte contrazione su tutti i fronti. Il 100% dei plessi ospedalieri regionali ha registrato un calo nel numero delle prestazioni a confronto con i dati del 2018, per non parlare delle file e delle lunghe attese a cui i cittadini abruzzesi sono obbligati per vedere corrisposte le loro esigenze di analisi e cure. Ortona, come troppo spesso capita, è la regina in negativo di questa politica di cattiva gestione della sanità pubblica. Il numero delle prestazioni specialistiche è sceso nel nostro ospedale dalle 5.304 del 2018 alle 2.826 del 2022, un calo inspiegabile del 46,7% che lascia frastornati. I reparti di chirurgia e ginecologia sono stati i più colpiti, con le prestazioni nello stesso periodo che scendono rispettivamente dalle 1650 alle 1080, e dalle 1095 alle 610. Il laboratorio analisi ha un organico ormai ridotto all’osso che, se non rinvigorito urgentemente, farà enorme fatica a garantire i servizi essenziali. Non va di certo meglio alle strutture limitrofe della ASL 2, dove si registrano un -26,5% a Vasto, -12% a Chieti, -30,5% a Lanciano e -35% ad Atessa.

Risultati che stridono con le fanfare ed i roboanti proclami della giunta regionale. Risultati che mettono in discussione l’efficienza del sistema sanitario pubblico, sempre meno capace di curare i cittadini abruzzesi, che dunque sempre più si rivolgono alla sanità privata non per SCELTA, ma per NECESSITÀ.


c.s. Associazione Culturale IL FARO

Riceviamo e pubblichiamo

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