Dal 18 gennaio al 27 febbraio al Museo della Battaglia di Ortona è disponibile una selezione esclusiva di incisioni ex libris in memoria della Shoah per ricordare il tentativo di annientamento della popolazione e della cultura ebraica perpetrato in europa dal 1935 a 1945.
La mostra vuole commemorare le vittime dell’olocausto e ricordare anche Carlo Sanvitale, fondatore con Remo Palmisani, del museo Mediterraneo degli ex libris
“ L’ex libris meis, più brevemente Ex Librisi si traduce con “ dai libri di .. “ illustra Mario Cesarii, curatore della mostra.
“ L’ex libris era ed è un contrassegno applicato al retro copertina di un libro per attestarne la proprietà – prosegue Cesarii – L’ex libris è nato oltre 500 anni fa partendo dai detentori della cultura, ovvero conventi e ricchi possidenti. Il cartellino era spesso accompagnato con maledizione verso chi, trovato il libro non lo avesse restituito al proprietario.
L’apposizione di questi cartellini è comprensibile in considerazione della rarità e preziosità dei libri in quel periodo storico, e precisamente nel 1400. Da allora e fino al 1850 l’Ex Libris fu un ‘ marchio di proprietà ‘ senza alcun fine artistico Tutto cambia a partire dal 1880 (circa ) quando nasce il collezionismo.
L’ex libris muta decisamente le sue caratteristiche e passiamo dai piccoli ex libris alle grandi grafiche personali. Il collezionisti fanno vivere ancora gli ex libris collezionando entrambi i formati. Dal 1988 gli artisti dell’europa orientale rivalutano l’opera dell’artista rispetto alla notorietà del committente Ecco che tra gli autori compaiono nomi altisonanti quali De Chirico e Klimt.
Le matrici meno pregiate replicavano poche copie, quelle migliori replicavano anche 200 copie.
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Nelle stanze del Muba 43 sono esposte 30 riproduzioni di ex libris tratte dal libro “ ex libris del popolo di Dio “ edito dal Museo ex libris Mediterraneo di Ortona.
Le opere appartengono a 26 autori diversi tra i quali gli Italiani Finstein, Mantero, Servolini. Le tecniche riproduttive spaziano dalla punta secca alla xilografia, dal bulino alla fototipografia.
La mostra è visitabile nei locali del Muba 43 e nei giorni di chiusura del museo si può accedere su prenotazione.
