I lavori per il dragaggio del porto saranno appaltati tra pochi giorni. Lo sviluppo dell’area portuale è elemento imprescindibile alla crescita dell’industria manifatturiera nel nostro comprensorio, dunque all’aumento di posti di lavoro ed in generale del benessere della collettività. La notizia ci da la speranza che la città possa ancora avere un futuro all’altezza delle aspettative.
Ma quanto tempo è stato perso? I fondi per il dragaggio sono stati stanziati dalla Regione Abruzzo nel 2013. Da allora sono già passati 10 anni e ad oggi ci troviamo solo alla stipula dei contratti. Quanti posti di lavoro abbiamo già perso perché i fondali sono bassi, quindi i costi per il trasporto delle merci troppo alto? Diamo dare atto che negli ultimi mesi solo l’opposizione, in seno al Comitato Porto, ha fatto in modo che la luce sul tema non si spegnesse. Ed è nella seduta del 18 Aprile che sono stati chiariti i problemi con Enti ed Istituzione competenti, proprio su sollecitazione dell’opposizione.
In Abruzzo, mediamente, un’opera infrastrutturale vede la luce in 4,6 anni (media nazionale 4,2). Qui ad Ortona ritardare la realizzazione delle infrastrutture sembra diventata una voce imprescindibile da mettere nel curriculum. Oltre al dragaggio del porto, scontiamo già 16 anni di ritardo sui lavori della bretella Autostrada-Porto, ed abbiamo inoltre un Piano Regolatore Portuale fermo al comune, che aspetta che venga elaborata la relazione in risposta alle osservezioni mosse dalle categorie interessate, prima che il piano stesso possa essere approvato in Regione.
Ricordiamo che dragaggio, bretella e piano regolatore, che tra gli altri prevede opere di ampliamento banchine e terminal crocieristico, rappresentano un trittico strategico per lo sviluppo economico della città, con ricadute positive sia nel settore manifatturiero che turistico e del commercio. Speriamo che il Sindaco, tra una crisi amministrativa e l’altra, riesca a ricavare del tempo da dedicare alle questioni chiave di Ortona.